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we+ ridefinisce l'artigianato attraverso la collaborazione materiale e la fabbricazione digitale

architecture-design · 2026-06-24

Lo studio di design we+, con sede a Tokyo e fondato da Toshiya Hayashi e Hokuto Ando, considera i materiali come collaboratori piuttosto che risorse. La loro pratica ripensa l'artigianato come un processo attivo e incarnato di comprensione dei materiali attraverso il fare, abbracciando incertezza e imprevedibilità. Progetti chiave includono SO-Colored (pigmenti di microalghe), REMAINS (compositi da rifiuti di discarica), Refoam (mobili in polistirolo), SEAWEED LUMINOUS (alghe e artigianato giapponese) e WAFT (installazioni di nebbia). Lo studio esplora il dialogo tra artigianato tradizionale e fabbricazione digitale, sostenendo che i processi digitali completamente automatizzati escludono il corpo e non possono essere considerati artigianato. Invece, cercano la collaborazione tra tecnologie digitali e processi manuali, permettendo ai materiali di mantenere le loro irregolarità intrinseche. Il loro lavoro si concentra su materiali trascurati – organismi viventi, sottoprodotti industriali, condizioni atmosferiche – e tratta i rifiuti come un materiale vernacolare della Tokyo contemporanea. Lo studio enfatizza la conoscenza incarnata acquisita attraverso il fare, considerando gli errori inaspettati come opportunità di bellezza. Progetti come 'Less, Light, Local' e 'Refoam' ridefiniscono i materiali di scarto come risorse di design. we+ propone l'artigianato come strumento critico per il design contemporaneo, evolvendo oltre i modelli storici per affrontare gli attuali sistemi materiali e ambientali.

Fatti principali

  • we+ è stato fondato a Tokyo da Toshiya Hayashi e Hokuto Ando.
  • Lo studio tratta i materiali come collaboratori, non risorse.
  • I progetti includono SO-Colored (pigmenti di microalghe), REMAINS (compositi da rifiuti di discarica), Refoam (mobili in polistirolo), SEAWEED LUMINOUS e WAFT (nebbia).
  • we+ ridefinisce l'artigianato come un processo attivo e incarnato di comprensione dei materiali.
  • Lo studio esplora il dialogo tra artigianato tradizionale e fabbricazione digitale.
  • Sostengono che la fabbricazione digitale completamente automatizzata esclude il corpo e non è artigianato.
  • Cercano la collaborazione tra processi digitali e lavorazione manuale.
  • I rifiuti sono visti come un materiale vernacolare della Tokyo contemporanea.
  • La conoscenza incarnata e gli errori inaspettati sono valorizzati come opportunità di bellezza.
  • Progetti presentati: 'Less, Light, Local,' 'WAFT Mist,' 'Refoam,' 'REMAINS,' 'SO-Colored,' 'Swirl,' 'Remli,' 'Swarm,' 'MOMENTum,' 'Drift'.

Entità

Artisti

  • Toshiya Hayashi
  • Hokuto Ando

Istituzioni

  • we+
  • designboom

Luoghi

  • Tokyo
  • Japan

Fonti