Il Padiglione Centrale della Biennale di Venezia completa un'importante ristrutturazione per l'edizione 2026
Il Padiglione Centrale della Biennale di Venezia ai Giardini della Biennale ha completato un progetto di ristrutturazione completa in preparazione all'apertura dell'edizione 2026 a maggio. Il progetto da 31 milioni di euro (36 milioni di dollari) è stato finanziato dal Ministero della Cultura italiano tramite il programma di Investimenti Complementari del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza e fa parte dell'iniziativa 'Grandi Attrattori Culturali' che comprende 22 siti veneziani legati alla Biennale. I lavori sono iniziati a dicembre 2024 e sono durati 16 mesi, rispettando le scadenze rigorose stabilite dal piano nazionale. L'architetta Arianna Laurenzi e l'ingegnere Cristiano Frizzele, entrambi dipendenti della Biennale, hanno supervisionato la ristrutturazione. Ulteriori società di consulenza includevano BuroMilan (guidato da Massimiliano e Maurizio Milan) per la progettazione strutturale e la sicurezza, Fabio Fumagalli e Labics (Maria Claudia Clemente e Francesco Isidori) per la progettazione architettonica e la direzione artistica, e Stefano Olivari per la progettazione del paesaggio. La ristrutturazione presenta un netto contrasto tra pareti bianche e soffitti neri, con sistemi tecnici nascosti, nuovi lucernari per un'illuminazione naturale uniforme, tende motorizzate per l'oscuramento, e due strutture esterne chiamate altane collegate al caffè e allo spazio polifunzionale. L'edificio, originariamente costruito tra il 1894 e il 1895 e precedentemente noto come Palazzo Pro Arte fino al 2009-2011, ha subito numerose ristrutturazioni nel corso della sua storia, inclusa una modifica della facciata del 1914 di Guido Cirilli. Ha servito come Padiglione Italiano dal 1932 al 1999 prima di diventare il Padiglione Centrale. Secondo dichiarazioni ufficiali, il progetto mirava a una 'reinvenzione critica' utilizzando un approccio stratigrafico per preservare gli strati storici rimuovendo elementi incongrui, creando spazi 'nudi, essenziali, flessibili ed efficienti' dove 'la qualità architettonica prevale e la sostenibilità è integrata in ogni elemento.' La mostra della Biennale 2026, intitolata 'In Minor Keys', è stata curata dal compianto Koyo Kouoh e presenterà 111 artisti, con l'installazione che ora inizia nel padiglione rinnovato.
Fatti principali
- Il Padiglione Centrale della Biennale di Venezia ha completato una ristrutturazione da 31 milioni di euro
- Progetto finanziato dal Ministero della Cultura italiano tramite il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza
- I lavori sono durati 16 mesi, da dicembre 2024 al completamento
- La ristrutturazione presenta pareti bianche, soffitti neri e sistemi tecnici nascosti
- L'architetta Arianna Laurenzi e l'ingegnere Cristiano Frizzele hanno supervisionato il progetto
- L'edificio è stato originariamente costruito nel 1894-1895, precedentemente chiamato Palazzo Pro Arte
- La mostra della Biennale 2026 'In Minor Keys' è curata dal compianto Koyo Kouoh
- La ristrutturazione fa parte del programma 'Grandi Attrattori Culturali' che copre 22 siti veneziani
Entità
Artisti
- Koyo Kouoh
- Carlo Scarpa
- Galileo Chini
- Marius De Maria
Istituzioni
- Venice Biennale
- Italian Ministry of Culture
- BuroMilan
- Labics
- Ministry of Culture (Italy)
- BUROMILAN – Milan Ingegneria S.p.A.
- Labics S.r.l.
- Historical Archive of the Venice Biennale
- Biennale di Venezia
- La Biennale di Venezia
- Ministero della Cultura italiano
- Comune di Venezia
- Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la Città Metropolitana di Venezia
- BUROMILAN - Milan Ingegneria S.p.A.
- ia2 Studio Associato
- Setten Genesio S.p.A.
- Setten Genesio
- Italy's Ministry of Culture
- BuroMilan - Milan Ingegneria
- Ministry of Culture
Luoghi
- Venice
- Italy
- Giardini della Biennale
- Giardini
- Ferrara
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- Venice, Italy
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- Arsenale di Venezia
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- Forte Marghera
- Parco Albanese (Bissuola)
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