Valérie John porta l'Onda Indaco al Palais de Tokyo nella sua più grande mostra fino ad oggi
Inaugura il 21 ottobre 2026 al Palais de Tokyo di Parigi la mostra "I telman nwè ki i blé" dell'artista visiva martinicana Valérie John — in creolo "Così nero che diventa blu" — annunciata come la più grande esposizione dedicata al suo lavoro. Per decenni John ha indagato la propria identità, quella dei popoli caraibici e i loro legami con l'Africa attraverso la tessitura e l'intreccio di materiali, con l'indaco come medium costante: una pianta a lungo coltivata in Africa occidentale il cui sfruttamento agricolo nelle Antille era legato alla schiavitù. In un'intervista a RFI, John ha spiegato che il titolo deriva da un'espressione martinicana usata per i "Nèg Kongo", i fuggitivi maroon, un soprannome che lei rivendica come vessillo per celebrarli e scrivere una nuova storia di questi "uomini blu". Descrive l'indaco come metafora dell'Atlantico, della traversata e delle sue prime tragedie, un oceano che definisce spazio memoriale e punto di osservazione sul mondo; nella cultura amerindia, osserva, lo stesso blu collegava le isole, e la mostra parigina è stata costruita isola per isola con l'indaco come filo conduttore. La sua sovrapposizione di carta, tessuto, strisce di pagne e tintura dà forma sia alla propria identità sia a un palinsesto in cui nessuna storia cancella l'altra — metafora, dice, del popolo martinicano composito. Dopo decenni di ricerche genealogiche, John afferma di sperare di non aver trovato ciò che cercava, descrivendo il suo lavoro come la trasformazione della tensione identitaria in ricchezza.
Fatti principali
- La mostra di Valérie John "I telman nwè ki i blé" inaugura al Palais de Tokyo di Parigi il 21 ottobre 2026
- Il titolo si traduce dal creolo come "Così nero che diventa blu"
- È la più grande esposizione mai dedicata all'artista martinicana
- John utilizza sistematicamente l'indaco da decenni, una pianta a lungo usata in Africa occidentale e legata alla schiavitù nelle Antille
- Il titolo si ispira a un'espressione martinicana per i "Nèg Kongo", i fuggitivi maroon, che John rivendica come vessillo
- John descrive l'indaco come metafora della traversata atlantica e spazio memoriale
- La mostra è stata concepita isola per isola, con l'indaco come filo conduttore
- John interpreta i suoi materiali stratificati come un palinsesto e una metafora del popolo martinicano
Entità
Artisti
- Valérie John
- Kerry James Marshall
Istituzioni
Luoghi
- Paris
- France
- Martinique
- Antilles
- West Africa