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La cultura Xerox rivive nella mostra 'HARD COPY NEW YORK' dell'ICP

exhibition · 2026-04-15

La mostra 'HARD COPY NEW YORK' all'International Center of Photography di New York presenta una collezione curata da Aaron Stern, con le opere di quindici fotografi contemporanei che utilizzano tecniche xerografiche. Situata su Essex Street, l'esposizione mette in risalto il collage di immagini d'archivio di Daniel Arnold, visibile dal marciapiede. Stern opta per un allestimento incentrato sulla materialità, evitando il vetro per le opere. Tra i lavori notevoli figurano 'Pages from the script of Akerman Ballet' (2019) di Collier Schorr, la serie 'Nudes' (1999–2012) di Thomas Ruff, 'warm sand (or is it dirt?)' (2022) e 'Untitled (shell and belly)' (2021) di Zoë Ghertner, 'Untitled' (2011) di Jerry Hsu, '2.0' (2025) di Ari Marcopoulos e la serie 'Dogs Chasing My Car in the Desert' (1996–2001) di John Divola. La mostra approfondisce il significato culturale e le discussioni sull'autenticità legate alla xerografia.

Fatti principali

  • La mostra 'HARD COPY NEW YORK' si tiene all'International Center of Photography su Essex Street a New York
  • Il curatore Aaron Stern ha reinterpretato opere di quindici fotografi contemporanei come fotocopie
  • Daniel Arnold ha creato un collage di fotografie d'archivio passate attraverso una fotocopiatrice, visibile dal marciapiede
  • 'Pages from the script of Akerman Ballet' (2019) di Collier Schorr fa riferimento al film del 1974 di Chantal Akerman
  • La serie 'Nudes' (1999–2012) di Thomas Ruff utilizza JPEG della pornografia dei primi anni di internet
  • Le opere di Zoë Ghertner fanno riferimento ad Ana Mendieta e Barbara T. Smith
  • 'Untitled' (2011) di Jerry Hsu presenta graffiti con 'GETTY IMAGES'
  • '2.0' (2025) di Ari Marcopoulos cattura graffiti con 'DESTROY/ABOLISH ICE'

Entità

Artisti

Istituzioni

Luoghi

  • New York
  • United States
  • Lower East Side
  • Essex Street
  • Nanaimo

Fonti