I migliori architetti prevedono che gli stadi diventeranno hub civici polifunzionali entro il 2035
La serie Future Stadium di Dezeen ha chiesto a nove importanti architetti di stadi di prevedere i maggiori cambiamenti nella progettazione degli stadi nei prossimi dieci anni. Il consenso: gli stadi si evolveranno da luoghi monouso a poli civici polifunzionali integrati in distretti aperti tutto l'anno. Jim Heverin (ZHA) ha evidenziato il distretto dell'intrattenimento del Birmingham City e lo stadio di Jeddah in Arabia Saudita, nascosto all'interno della massa urbana. Martin Glass (GMP Architekten) ha sottolineato flessibilità, sostenibilità attraverso l'adattamento e inclusività per pubblici diversi. John Rhodes (HOK) ha notato un passaggio dallo spettacolo all'esperienza, con la progettazione computazionale che consente un 'valore di intrattenimento' olistico e caratteristiche reattive al clima. Bob van Bebber (Boogertman + Partners) ha insistito sugli hub comunitari in Africa co-localizzati con servizi civici. Fred Ortiz (HKS) ha descritto gli stadi come destinazioni civiche adattabili con architettura reattiva al clima. Colin Koop e Ryan Culligan (SOM) hanno sostenuto l'uso di materiali a basse emissioni di carbonio e la generazione di energia, citando il guscio intrecciato in legno del Queen's Braid. Scott Capstack (Populous) ha evidenziato l'architettura flessibile e la connettività digitale. Frankie Sharpe (BIG) ha previsto il primo stadio in legno massiccio e ha sottolineato un design orientato al profitto e connesso alla comunità. La serie esplora il ruolo crescente degli edifici sportivi monumentali nell'urbanistica.
Fatti principali
- Nove importanti architetti di stadi sono stati intervistati per la serie Future Stadium di Dezeen.
- La maggior parte degli architetti ha previsto che gli stadi diventeranno distretti polifunzionali con attivazione 24/7.
- Jim Heverin (ZHA) ha citato il distretto dell'intrattenimento del Birmingham City e lo stadio di Jeddah in Arabia Saudita.
- Martin Glass (GMP Architekten) ha sottolineato la sostenibilità attraverso l'adattamento e l'inclusività.
- John Rhodes (HOK) ha notato un passaggio dallo spettacolo all'esperienza e un design reattivo al clima.
- Bob van Bebber (Boogertman + Partners) ha sostenuto gli stadi africani come hub comunitari con servizi civici.
- Colin Koop e Ryan Culligan (SOM) hanno evidenziato il guscio in legno del Queen's Braid e la generazione di energia.
- Frankie Sharpe (BIG) ha previsto il primo stadio in legno massiccio e ha sottolineato la connessione con la comunità.
Entità
Artisti
- Jim Heverin
- Martin Glass
- John Rhodes
- Bob van Bebber
- Fred Ortiz
- Colin Koop
- Ryan Culligan
- Scott Capstack
- Frankie Sharpe
- Jack Bedford
Istituzioni
- Zaha Hadid Architects (ZHA)
- GMP Architekten
- HOK
- Boogertman + Partners
- HKS
- Skidmore, Owings & Merrill (SOM)
- Populous
- BIG (Bjarke Ingels Group)
- Dezeen
- Birmingham City FC
- Manchester City FC
- Newcastle United FC
- Chelsea FC
- Forest Green Rovers
- Jacksonville Jaguars
- Tottenham Hotspur FC
- Highmark Stadium
Luoghi
- Birmingham
- United Kingdom
- Manchester
- Newcastle
- Chelsea
- Jeddah
- Saudi Arabia
- Riyadh
- Buffalo
- New York City
- United States
- Las Vegas
- Morocco
- Seychelles
- Guatemala
- Africa
- England
- Stroud
- Gloucestershire
Fonti
- Dezeen —