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Mostra collaterale della Biennale di Venezia finanziata dall'Arabia Saudita esplora mappe e creazione del mondo all'Abbazia di San Gregorio

exhibition · 2026-04-24

"A Necessary Fiction: Maps, Art, and Models of Our World", commissionata dal Ministero della Cultura saudita, sarà esposta presso l'Abbazia benedettina di San Gregorio, risalente al XV secolo, a Venezia dal 6 maggio al 22 novembre 2026. Questa mostra approfondisce l'influenza delle mappe e dei modelli sulla nostra comprensione del mondo. Tra le opere notevoli figurano "The Children of Smokeless Fire" (2025) di Monira Al Qadiri, "Woven Chronicle" (2011– ) di Reena Saini Kallat, e "Battle of Cochin" (2023) e "Tellurian 5" (2018) di Qiu Zhijie. Tra i punti salienti storici vi è una ricostruzione digitale della Mappa di Ebstorf e "Islandia" (1595) di Abraham Ortelius. La mostra si conclude con "Each Time a Star Goes Astray" (2026) di Nasser Al Salem e "Map Pieces" (1962, 1964) di Yoko Ono. I contributi provengono dal Museo Nazionale Saudita e dalla Yale University.

Fatti principali

  • "A Necessary Fiction: Maps, Art, and Models of Our World" si svolge dal 6 maggio al 22 novembre 2026 presso l'Abbazia di San Gregorio a Venezia.
  • La mostra è un evento collaterale della Biennale di Venezia commissionato dal Ministero della Cultura saudita.
  • L'installazione di facciata di Monira Al Qadiri "The Children of Smokeless Fire" (2025) fa riferimento al manoscritto del XIII secolo di Zakariya al-Qazwini.
  • "Woven Chronicle" (2011– ) di Reena Saini Kallat raffigura rotte migratorie utilizzando circuiti stampati, altoparlanti e fili elettrici.
  • Qiu Zhijie presenta "Battle of Cochin" (2023) e "Tellurian 5: Geography of Interests" (2018) dalla sua serie "Mappa Mundi".
  • Tra le mappe storiche esposte figurano la ricostruzione della Mappa di Ebstorf, il "Ptolemaei Typus" del 1561 e "Islandia" di Abraham Ortelius da "Theatrum Orbis Terrarum" (1595).
  • "Each Time a Star Goes Astray" (2026) di Nasser Al Salem e il paesaggio sonoro "Sonic Psychogeography" (2026) di Tod Wodicka e Abdullah Miniawy sono commissioni site-specific.
  • La mostra si conclude con "Map Pieces" (1962 e 1964) di Yoko Ono, che include l'istruzione "Disegna una mappa per perdersi".

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  • Venice
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Fonti