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La prima mostra istituzionale europea di Salman Toor apre alla Courtauld Gallery

exhibition · 2026-07-13

La prima mostra istituzionale di Salman Toor in Europa, intitolata 'Someone Like You', è visitabile alla Courtauld Gallery di Londra dal 2 ottobre al 10 gennaio. L'esposizione presenta quasi 40 dipinti e disegni che spaziano dal 2019 ad oggi, inclusi lavori che esplorano il concetto di soglia in relazione alle esperienze queer e migratorie. Curata da Elena Crippa, la mostra mette in luce le esperienze personali e comunitarie di Toor relative ai controlli alle frontiere e al profiling razziale dopo il suo trasferimento da Lahore agli Stati Uniti nel 2002. Tra le opere chiave figurano 'Man with Face Creams and Phone Plug' (2019), che raffigura un uomo dalla pelle scura a un posto di controllo aeroportuale dal punto di vista di un funzionario dell'immigrazione, e 'The Women' (2021), che cattura l'esperienza di un bambino queer-fem in spazi sudasiatici segregati per genere. I lavori recenti introducono le 'fag puddles', assemblaggi surreali ispirati allo Smooze di My Little Pony, che Toor descrive come oggetti di scena per il code-switching. La mostra include anche una nuova opera, 'Fag Puddle with Carriers' (2026), e fa riferimento al più grande dipinto di Toor fino ad oggi, 'The Studio' (2026), che cita 'Las Meninas' di Diego Velázquez ed è stato creato durante il genocidio a Gaza. La Courtauld ha acquisito 'Fag Puddle in Vitrine' (2021) nel 2024, cosa che ha portato indirettamente alla mostra attuale. La pratica di Toor esamina temi di appartenenza, esclusione e navigazione di identità multiple, con l'artista che afferma che la soglia è una chiave concettuale nella sua pittura narrativa.

Fatti principali

  • La prima mostra istituzionale di Salman Toor in Europa è alla Courtauld Gallery, Londra, dal 2 ottobre al 10 gennaio.
  • La mostra, curata da Elena Crippa, presenta quasi 40 dipinti e disegni dal 2019 ad oggi.
  • Toor si è trasferito da Lahore agli Stati Uniti nel 2002 e attinge a esperienze di controlli alle frontiere e profiling razziale post-11 settembre.
  • La Courtauld ha acquisito 'Fag Puddle in Vitrine' (2021) di Toor nel 2024, che è diventato un impulso indiretto per la mostra.
  • I lavori recenti di Toor introducono le 'fag puddles', ispirate allo Smooze di My Little Pony, come oggetti di scena per il code-switching.
  • La mostra include una nuova opera, 'Fag Puddle with Carriers' (2026), e fa riferimento a 'The Studio' (2026), il più grande dipinto di Toor fino ad oggi.
  • 'The Studio' cita 'Las Meninas' di Diego Velázquez ed è stato realizzato quando il genocidio a Gaza era in cima ai pensieri di tutti.
  • Il lavoro di Toor esplora soglie, appartenenza ed esclusione, con la curatrice Elena Crippa che nota la dualità del 'nostro pressante bisogno di appartenere tanto quanto le esperienze di esclusione'.

Entità

Artisti

Istituzioni

  • Courtauld Gallery
  • Whitney Museum
  • Luhring Augustine
  • Thomas Dane Gallery
  • Moderna Museet
  • Museo del Prado
  • ArtReview
  • Key & Peele
  • Whitney Museum of American Art
  • Venice Biennale
  • Pinault Collection
  • exibart.com
  • Sotheby's
  • Pratt Institute
  • Aitchison College
  • Columbia University
  • The New Yorker
  • The New York Times
  • Time
  • The Guardian
  • New York magazine
  • AnOther
  • Dazed Club
  • Baltimore Museum of Art
  • Courtauld
  • The Courtauld
  • Stanford University
  • Monash University
  • The Courtauld Research Forum
  • Frieze Week
  • FAD Magazine
  • Solomon R. Guggenheim Museum
  • National Gallery of Art in Washington
  • Dallas Museum of Art
  • Gilbert and Ildiko Butler Drawings Gallery
  • Samuel Courtauld Trust
  • The Garcia Family Foundation

Luoghi

  • London
  • United Kingdom
  • New York
  • United States
  • Lahore
  • Pakistan
  • Stockholm
  • Sweden
  • Madrid
  • Spain
  • Gaza
  • Venice
  • Italy
  • Paris
  • France
  • New York City
  • Brooklyn
  • Columbus
  • Ohio
  • East Village
  • Whitechapel
  • Streatham
  • Soho
  • Baltimore
  • Beijing
  • Michigan
  • California
  • Melbourne
  • Australia

Fonti