Terminal Piece di Kate Millett reinstalata al Mumok di Vienna fino al 7 febbraio
Il Mumok di Vienna ha inaugurato una mostra intitolata Terminal Piece, diretta da Fatima Hellberg e dal curatore capo Lukas Flygare, strutturata in un prologo e quattro 'atti', incentrata sull'opera creata da Kate Millett nel 1972. Questa installazione presenta due file di 46 sedie pieghevoli accompagnate da una sola figura femminile di plastica. Fino al 7 febbraio, l'esposizione è allestita in uno spazio in penombra dotato di luci sensibili al movimento. Tra gli artisti presenti figurano Megan Plunkett, Miroslav Tichý e Nina Porter. L'acquisizione dell'opera è stata influenzata dal lavoro di Jenni Crain, che aveva precedentemente presentato Kate Millett: Terminal Piece all'Hessel Museum of Art nel 2021, poco prima della sua scomparsa a causa del COVID-19. Millett, nota per Sexual Politics, si definiva spesso scultrice.
Fatti principali
- Il Mumok di Vienna presenta Terminal Piece, una mostra allestita in quattro 'atti' più un 'prologo', fino al 7 febbraio
- La mostra è organizzata dalla direttrice del Mumok Fatima Hellberg e dal curatore capo Lukas Flygare attorno alla recente acquisizione da parte del museo di Terminal Piece di Kate Millett del 1972
- Terminal Piece di Millett consiste in due file di 46 sedie pieghevoli dietro delle sbarre in una stanza in penombra, con una figura femminile di plastica acquistata in negozio seduta su una sedia
- L'installazione è esposta in una stanza completamente buia illuminata da lampadine arancioni sensibili al movimento che si attenuano e si intensificano quando i visitatori entrano
- Jenni Crain ha presentato Kate Millett: Terminal Piece all'Hessel Museum of Art, CCS Bard, come mostra di tesi del suo master nel 2021 ed è morta lo stesso anno per complicazioni legate al COVID-19
- Millett è nota soprattutto per Sexual Politics (1970) e The Politics of Cruelty: An Essay on the Literature of Political Imprisonment (1994), e ha pubblicato The Basement: Meditations on a Human Sacrifice nel 1979
- Un recente saggio di Rachel Cusk sul New Yorker descrive la svolta di Millett verso la pratica artistica come una crisi del linguaggio in seguito all'omicidio di Sylvia Likens nel 1965
- La mostra include anche le fotografie di Megan Plunkett, la fotografia di strada di Miroslav Tichý dalla Cecoslovacchia comunista e le immagini a raggi X di Inside Landscapes di Nina Porter
Entità
Artisti
- Kate Millett
- Alexandra Symons-Sutcliffe
- Christine Blasey Ford
- Brett Kavanaugh
- Donald Trump
- Fatima Hellberg
- Lukas Flygare
- Rachel Cusk
- Sylvia Likens
- Gertrude Baniszewski
- Vanessa Place
- Jenni Crain
- Megan Plunkett
- Miroslav Tichý
- Nina Porter
- Elisabeth Subrin
- Louis Goodman
- Jean Fautrier
- Christine Gironcoli
- Annie Ernaux
- Sara Deraedt
- Bruce Nauman
- Marc Marie
Istituzioni
- Mumok
- European Union
- The Washington Post
- The New Yorker
- Hessel Museum of Art
- CCS Bard
- ArtReview
- mumok
Luoghi
- Vienna
- Austria
- United States
- Europe
- Czechoslovakia