Antonio Társis su 'catástrofe orquestra #1 (Ato I)' alla 36ª Biennale di San Paolo
In un'intervista, l'artista Antonio Társis discute la sua opera 'catástrofe orquestra #1 (Ato I)', presentata alla 36ª Biennale di San Paolo e successivamente al Centro Cultural La Moneda di Santiago, Cile. Társis fa risalire le sue radici artistiche all'infanzia, quando accompagnava sua madre, lavoratrice domestica, e osservava i prodotti confezionati nelle case dei suoi datori di lavoro, notando il netto contrasto con il loro frigorifero scarno. Dopo la morte di sua madre, iniziò a dipingere, trattando Salvador come un archivio aperto dove estrazione di valore, violenza e circolazione delle merci si intersecano con la storia coloniale e schiavista del Brasile. Considera il packaging un sistema di codici che manipola il comportamento attraverso colori, simboli e loghi, e il suo lavoro decostruisce questi linguaggi ingegnerizzati. L'opera orchestra una collisione di materiali—scatole di fiammiferi, carbone e pendoli—per rappresentare forze storiche dall'industrializzazione alla tecnologia attuale. Társis descrive la catastrofe non come silenzio finale ma come il momento in cui la materia stressata emette la sua frequenza più forte, e cerca di comporre il collasso di mondo, vita e morte come un sistema in corso. L'opera è stata esposta alla 36ª Biennale di San Paolo e durante la sua itineranza al Centro Cultural La Moneda, Santiago, Cile.
Fatti principali
- Antonio Társis è l'artista dietro 'catástrofe orquestra #1 (Ato I)'.
- L'opera è stata presentata alla 36ª Biennale di San Paolo.
- Successivamente è stata portata al Centro Cultural La Moneda di Santiago, Cile.
- La pratica artistica di Társis è iniziata dopo la morte di sua madre, quando ha iniziato a dipingere.
- È cresciuto accompagnando sua madre, lavoratrice domestica, e osservando i prodotti confezionati nelle case dei datori di lavoro.
- Considera Salvador un archivio aperto legato alla storia della schiavitù e della colonizzazione del Brasile.
- L'opera utilizza materiali come scatole di fiammiferi, carbone e pendoli per simboleggiare forze storiche e tecnologiche.
- Társis definisce la catastrofe come il momento in cui la materia stressata emette la sua frequenza più forte, non come silenzio finale.
Entità
Artisti
Istituzioni
- Fundação Bienal de São Paulo
- Centro Cultural La Moneda
- 36ª Bienal de São Paulo
Luoghi
- London
- United Kingdom
- Salvador
- Brazil
- São Paulo
- Santiago
- Chile