La Biennale di Venezia difende il padiglione russo tra le polemiche sulle sanzioni
La Biennale di Venezia ha ribadito la decisione di consentire la partecipazione della Russia alla mostra di quest'anno, affermando che non sono state violate sanzioni. Gli organizzatori hanno rilasciato una dichiarazione martedì asserendo la piena conformità alle misure imposte dopo l'invasione russa dell'Ucraina del 2022, con documentazione fornita al ministero della cultura italiano. La decisione ha incontrato critiche dalla Commissione Europea, che ha avvertito dei potenziali rischi di finanziamento, e dal ministro della cultura italiano Alessandro Giuli, che ha sollecitato una riconsiderazione. Tuttavia, il vicepremier italiano Matteo Salvini ha difeso la mossa, sottolineando il ruolo dell'arte nell'unire le culture. Il delegato russo Mikhail Shvydkoy ha confermato i piani per procedere con il padiglione. La controversia segue l'assenza della Russia dal 2022 e ha scatenato una lettera aperta con oltre 8.500 firme che si oppongono alla partecipazione. Separatamente, quasi 200 artisti e curatori hanno chiesto l'esclusione di Israele dalla biennale.
Fatti principali
- Gli organizzatori della Biennale di Venezia affermano che non sono state violate sanzioni nel consentire la partecipazione della Russia
- La Commissione Europea avverte dei potenziali rischi di finanziamento UE per l'inclusione della Russia
- Oltre 8.500 persone hanno firmato una lettera aperta che si oppone alla riapertura del padiglione russo
Entità
Artisti
Istituzioni
- Venice Biennale
- European Commission
- Italian culture ministry
Luoghi
- Venice
- Italy
- Russia
- Ukraine
- Israel