Retrospettiva di Tracey Emin alla Tate Modern riceve recensioni contrastanti
David Carrier recensisce 'Tracey Emin: A Second Life' alla Tate Modern di Londra, fino al 31 agosto 2026. La mostra include opere seminali come 'My Bed' (1998) e 'Everyone I Have Ever Slept With', insieme a recenti dipinti e sculture. Carrier riconosce lo status di Emin come icona femminista e sopravvissuta al cancro, ma critica le recenti sculture come un errore e il video 'Why I Never Become a Dancer' (1994) come sottosviluppato. Trova i grandi dipinti, su cui basa la sua reputazione, complicati, mettendo in dubbio il loro impatto emotivo rispetto a Edvard Munch. Carrier paragona la narrazione sentimentale di Emin a quella di Jean-Baptiste Greuze, concludendo che la mostra non è una grande esposizione d'arte ma un significativo evento di storia sociale. Il libro di Martin Gayford 'My Heart is This: Tracey Emin on Painting' accompagna la mostra.
Fatti principali
- La mostra 'Tracey Emin: A Second Life' alla Tate Modern di Londra è in corso fino al 31 agosto 2026.
- Include le opere 'My Bed' (1998) e 'Everyone I Have Ever Slept With'.
- Le recenti sculture sono criticate come un errore.
- Il video 'Why I Never Become a Dancer' (1994) è definito sottosviluppato.
- I grandi dipinti sono paragonati a Edvard Munch ma ritenuti carenti di impatto emotivo.
- Il libro di Martin Gayford 'My Heart is This: Tracey Emin on Painting' accompagna la mostra.
- Carrier paragona Emin a Jean-Baptiste Greuze, definendo la mostra un significativo evento di storia sociale.
- Emin è descritta come un'eroina femminista e sopravvissuta a un intervento chirurgico per cancro.
Entità
Artisti
- Tracey Emin
- Vincent van Gogh
- David Hockney
- Edvard Munch
- Jean-Baptiste Greuze
- Denis Diderot
Istituzioni
- Tate Modern
- Two Coats of Paint
- Carnegie Mellon University
- Getty
- Apollo
- artcritical
- Artforum
- Artus
- Burlington Magazine
- The Brooklyn Rail
Luoghi
- London
- United Kingdom
- Bankside