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Retrospettiva di Tracey Emin alla Tate Modern riceve recensioni contrastanti

exhibition · 2026-07-22

David Carrier recensisce 'Tracey Emin: A Second Life' alla Tate Modern di Londra, fino al 31 agosto 2026. La mostra include opere seminali come 'My Bed' (1998) e 'Everyone I Have Ever Slept With', insieme a recenti dipinti e sculture. Carrier riconosce lo status di Emin come icona femminista e sopravvissuta al cancro, ma critica le recenti sculture come un errore e il video 'Why I Never Become a Dancer' (1994) come sottosviluppato. Trova i grandi dipinti, su cui basa la sua reputazione, complicati, mettendo in dubbio il loro impatto emotivo rispetto a Edvard Munch. Carrier paragona la narrazione sentimentale di Emin a quella di Jean-Baptiste Greuze, concludendo che la mostra non è una grande esposizione d'arte ma un significativo evento di storia sociale. Il libro di Martin Gayford 'My Heart is This: Tracey Emin on Painting' accompagna la mostra.

Fatti principali

  • La mostra 'Tracey Emin: A Second Life' alla Tate Modern di Londra è in corso fino al 31 agosto 2026.
  • Include le opere 'My Bed' (1998) e 'Everyone I Have Ever Slept With'.
  • Le recenti sculture sono criticate come un errore.
  • Il video 'Why I Never Become a Dancer' (1994) è definito sottosviluppato.
  • I grandi dipinti sono paragonati a Edvard Munch ma ritenuti carenti di impatto emotivo.
  • Il libro di Martin Gayford 'My Heart is This: Tracey Emin on Painting' accompagna la mostra.
  • Carrier paragona Emin a Jean-Baptiste Greuze, definendo la mostra un significativo evento di storia sociale.
  • Emin è descritta come un'eroina femminista e sopravvissuta a un intervento chirurgico per cancro.

Entità

Artisti

Istituzioni

  • Tate Modern
  • Two Coats of Paint
  • Carnegie Mellon University
  • Getty
  • Apollo
  • artcritical
  • Artforum
  • Artus
  • Burlington Magazine
  • The Brooklyn Rail

Luoghi

  • London
  • United Kingdom
  • Bankside

Fonti