Il precoce squatting di Sophie Calle ispira una mostra al Musée d'Orsay e un nuovo libro
L'artista francese Sophie Calle presenta la mostra 'I fantasmi di Orsay' al Musée d'Orsay, con fotografie e oggetti raccolti decenni fa quando occupò segretamente l'edificio abbandonato prima che diventasse un museo. Il progetto nacque nel 1978 quando Calle, appena rientrata a Parigi dopo lunghi viaggi, scoprì un hotel vuoto collegato all'ex stazione ferroviaria di Orsay. Successivamente si stabilì nella stanza 501, raccogliendo oggetti scartati. Questa storia rimase sconosciuta al museo fino a quando Calle la menzionò durante una cena a Donatien Grau, responsabile dei programmi contemporanei, che informò l'allora direttrice Laurence des Cars. La mostra coincide con la pubblicazione de 'L'ascensore risiede al 501' di Actes Sud, che include immagini di Calle di spazi degradati insieme a note etnografiche fittizie dell'archeologo Jean-Paul Demoule e un testo autobiografico. La pratica di Calle, iniziata alla fine degli anni '70, coinvolge il seguire estranei, assumere ruoli e fondere fotografia con narrazione. Opere chiave del primo periodo includono 'L'hotel' (1984), dove lavorò come cameriera per fotografare gli effetti personali degli ospiti, e 'Rubrica indirizzi' (1983), dove contattò persone elencate in una rubrica trovata. Il suo approccio combina fotografia quasi documentaristica con la scrittura, influenzando l'autofiction contemporanea ed espandendo le forme narrative. Negli ultimi anni si è rinnovato l'interesse per la sua produzione giovanile, con Siglio Press che ha ristampato opere come 'L'hotel' (2021) e 'Suite veneziana' (2015). I critici notano la sua integrazione di testo e immagine, con alcuni che la descrivono come un''artista narrativa' che esplora le relazioni tra sé e l'altro. Nonostante le critiche storiche alla sua tecnica fotografica, le sue immagini contribuiscono a un'estetica intima e onirica. La mostra riflette una più ampia rivalutazione dei suoi contributi alle arti visive e letterarie.
Fatti principali
- La mostra di Sophie Calle 'I fantasmi di Orsay' è visibile al Musée d'Orsay.
- La mostra presenta fotografie e manufatti raccolti da Calle alla fine degli anni '70 quando occupò l'edificio abbandonato di Orsay.
- Un libro complementare, 'L'ascensore risiede al 501', è stato pubblicato nel 2022 da Actes Sud con contributi di Jean-Paul Demoule.
- La carriera artistica di Calle è iniziata nel 1978 con progetti che coinvolgevano il seguire persone e documentare le loro vite.
- Le opere chiave del primo periodo includono 'L'hotel' (1984), 'Rubrica indirizzi' (1983) e 'Suite veneziana' (1983).
- La pratica di Calle fonde fotografia con scrittura autobiografica, influenzando generi come l'autofiction.
- Le recenti ristampe delle sue opere giovanili da parte di Siglio Press hanno stimolato un rinnovato interesse critico.
- Il lavoro di Calle è noto per l'esplorazione dell'identità, della narrazione e della relazione tra testo e immagine.
Entità
Artisti
Istituzioni
- Musée d'Orsay
- Musée de l'Orangerie
- Galerie Chantal Crousel
- Siglio Press
- Actes Sud
- Aperture
- Libération
Luoghi
- Paris
- Venice
- France
- Arles