La prima mostra personale italiana di Sepideh Salehi esplora l'identità femminile attraverso il collage e la memoria
L'artista di origine iraniana Sepideh Salehi, nata a Teheran nel 1972, presenta attualmente la sua prima mostra personale in Italia. Intitolata 'Assemblages', la mostra è curata da Laila Abdul-Hadi Jadallah ed è ospitata presso la Galleria Anna Marra a Roma. Le opere di Salehi, che includono lavori su carta dal 2006 al 2025 come 'Nero', 'Transformation', 'Azul', 'Traces' e 'Calligraphy of Refusal, Ascent', approfondiscono temi universali dell'identità femminile, attingendo dalla sua storia personale e dai ricordi dell'infanzia e della giovinezza in Iran. L'artista non è tornata nel suo paese d'origine dal 2006, e questa distanza geografica e temporale informa la sua pratica, permettendole di elaborare e reinterpretare ricordi di un passato sospeso. Il suo approccio artistico incorpora il collage, una tecnica che impiega per sintetizzare elementi diversi, riflettendo la sua identità multiforme di persona che ha vissuto in Iran, Italia e Stati Uniti. La pratica di Salehi include anche pittura, disegno, fotografia, animazione e video. Nel suo lavoro, usa spesso fotografie che scatta a persone e paesaggi trovati online, mescolando ricordi reali e immaginati. Elementi testuali appaiono in serie come 'Ski', 'Party', 'School' e 'War and Peace', dove parole farsi ripetute—come il nome di sua madre 'Soosan' o termini come 'rivoluzione' e 'guerra'—servono come dispositivi mnemonici piuttosto che espressioni poetiche. Questi riferimenti sono legati alle sue esperienze, inclusa la Rivoluzione Islamica e la guerra Iran-Iraq durante la sua infanzia. Salehi ha studiato Lingua e Traduzione Inglese all'Università Azad di Teheran nel 1998 prima di trasferirsi in Italia nel 1999 per frequentare l'Accademia di Belle Arti di Firenze fino al 2005. Si è trasferita a New York nel 2008. La sua evoluzione artistica è passata dai paesaggi astratti in Italia a un focus sul corpo e il movimento, esplorando spesso temi di velo e identità. Incorpora motivi iconografici persiani tradizionali, come si vede in opere come 'Mohr Portraits', usando oggetti come pietre per la preghiera per il frottage per coinvolgere simboli culturali senza connotazioni religiose. Le sue raffigurazioni di donne, spesso senza volto o di spalle, esprimono temi di ribellione silenziosa e oppressione, presentando amiche iraniane che vivono negli Stati Uniti. La mostra evidenzia l'esplorazione nostalgica e stratificata di memoria, identità e spostamento attraverso assemblaggi di tecnica mista.
Fatti principali
- Sepideh Salehi è nata a Teheran nel 1972 e non ha visitato l'Iran dal 2006.
- La sua prima mostra personale in Italia, 'Assemblages', è curata da Laila Abdul-Hadi Jadallah presso la Galleria Anna Marra a Roma.
- La mostra presenta opere su carta dal 2006 al 2025, tra cui 'Nero', 'Transformation', 'Azul', 'Traces' e 'Calligraphy of Refusal, Ascent'.
- L'arte di Salehi esplora l'identità femminile e la memoria, influenzata dalle sue esperienze in Iran, Italia e Stati Uniti.
- Usa collage, pittura, disegno, fotografia, animazione e video, incorporando spesso testo farsi ripetuto come dispositivi mnemonici.
- Salehi ha studiato all'Università Azad di Teheran (1998), all'Accademia di Belle Arti di Firenze (1999-2005) e si è trasferita a New York nel 2008.
- Il suo lavoro include riferimenti alla Rivoluzione Islamica e alla guerra Iran-Iraq, attingendo dai ricordi d'infanzia.
- Incorporando motivi persiani tradizionali e oggetti come pietre per la preghiera, si concentra sugli aspetti culturali piuttosto che religiosi.
Entità
Artisti
- Sepideh Salehi
- Shadi Ghadirian
- Laila AbdulHadi Jadallah
- Alessandro Iazeolla
- Manuela De Leonardis
- Simon d’Exéa
Istituzioni
- Galleria Anna Marra
- Accademia di Belle Arti di Firenze
- Azad University
- Academy of Fine Arts in Florence
- Artribune
Luoghi
- Tehran
- Rome
- Italy
- Iran
- United States
- New York
- Florence