Saodat Ismailova presenta un'installazione filmica ambientale alla Portikus di Francoforte
Saodat Ismailova ha creato una nuova installazione filmica intitolata 'Quando l'acqua si trasforma in vento' appositamente per la Portikus di Francoforte. L'opera prosegue la sua indagine sulla storia e la cultura dell'Asia centrale, concentrandosi sul degrado ambientale del Lago d'Aral. Un tempo tra i più grandi laghi interni del mondo, il Lago d'Aral si è frammentato in specchi d'acqua più piccoli a causa di un'estesa siccità durata decenni, rappresentando una significativa catastrofe ecologica causata dall'uomo. La pratica di Ismailova combina pratiche cerimoniali, folklore ed elementi visionari con l'esistenza quotidiana. Il suo tema centrale riguarda i vuoti: la saggezza che svanisce, i laghi evaporati e le specie estinte. Lei crede che queste perdite continuino a influenzare la memoria collettiva del Turkestan, una regione storica che si estende dal Mar Caspio al Deserto del Gobi, che collegava varie culture, lingue e fedi. In questa installazione, la telecamera segue i confini del Lago d'Aral e indaga terreni dove gli ambienti acquatici sono stati sostituiti da condizioni desertiche. Piuttosto che presentare filmati documentaristici, l'opera trasmette cambiamento e perdita attraverso l'immersione sensoriale. Il design del suono, creato in collaborazione con il compositore Marc Parazon, gioca un ruolo cruciale. L'opera fa riferimento a luoghi specifici per affrontare questioni politiche e ambientali più ampie, in particolare l'estrazione dell'acqua legata alla produzione di cotone e le sue connessioni storiche globali. L'approccio di Ismailova contrasta le pratiche di sfruttamento enfatizzando connessioni alternative con il territorio e la memoria, utilizzando la saggezza indigena, le leggende e i sogni per affrontare temi universali. La mostra è in corso fino al 10 maggio 2026.
Fatti principali
- Saodat Ismailova ha creato 'Quando l'acqua si trasforma in vento' per la Portikus
- L'installazione si concentra sul declino ambientale del Lago d'Aral
- Il Lago d'Aral era un tempo un importante lago interno che si è frammentato a causa dell'essiccamento
- Ismailova esplora la storia e la cultura dell'Asia centrale attraverso il suo lavoro
- L'opera combina rituali, miti e trame quotidiane
- Il suono è stato sviluppato con il compositore Marc Parazon
- La mostra affronta l'estrazione dell'acqua nel contesto dell'industria del cotone
- La mostra prosegue fino al 10 maggio 2026
Entità
Artisti
- Saodat Ismailova
- Marc Parazon
Istituzioni
Luoghi
- Frankfurt
- Central Asia
- Aral Sea
- Turkestan
- Caspian Sea
- Gobi Desert
- Frankfurt am Main
- Germany
- Aralkum Desert
- Amu Darya
- Syr Darya