L'astrazione afro-brasiliana di Rubem Valentim al MAM Rio
I curatori Raquel Barreto e Phelipe Rezende discutono la mostra 'Rubem Valentim: a ordem do sensível' al Museu de Arte Moderna di Rio de Janeiro, in programma fino al 2 agosto 2026. La mostra ripercorre la carriera quarantennale di Valentim attraverso Salvador, Rio, Roma e Brasília, evidenziando la sua astrazione geometrica radicata nelle cosmologie afro-brasiliane, nel Candomblé e nell'Umbanda. Valentim rifiutava etichette come 'concreto' o 'costruttivista', sviluppando invece un linguaggio visivo unico che sintetizza tradizioni africane e indigene con le preoccupazioni moderniste universali. Il progetto espositivo utilizza palette di colori e un allestimento rarefatto per evocare il suo 'ordine sensibile'. Un pezzo centrale è 'Templo de Oxalá', un'installazione scultorea presentata per la prima volta alla 14ª Biennale di San Paolo nel 1977. Barreto e Rezende mirano a contrastare letture riduttive degli artisti neri come folklorici, presentando Valentim come figura centrale del modernismo brasiliano attraverso le sue stesse proposte teoriche, incluso il suo Manifesto del 1976.
Fatti principali
- Mostra 'Rubem Valentim: a ordem do sensível' al MAM Rio fino al 2 agosto 2026
- Curata da Raquel Barreto e Phelipe Rezende
- Copre la carriera di Valentim dagli anni '50 agli anni '70 attraverso Salvador, Rio, Roma e Brasília
- Il lavoro di Valentim combina geometria, simbolismo e spiritualità afro-brasiliana
- Ha rifiutato la classificazione come artista concreto, costruttivista o terreiro
- Il suo Manifesto del 1976 delinea il suo quadro teorico
- L'installazione 'Templo de Oxalá' è stata presentata per la prima volta alla 14ª Biennale di San Paolo nel 1977
- Il progetto espositivo utilizza palette di colori e un numero limitato di opere per pannello per migliorare l'esperienza del visitatore
Entità
Artisti
- Rubem Valentim
- Raquel Barreto
- Phelipe Rezende
Istituzioni
- Museu de Arte Moderna Rio
- 14th São Paulo Biennial
- Dakar Festival
- MAM Rio
Luoghi
- Rio de Janeiro
- Brazil
- Salvador
- Rome
- Italy
- Brasília
- Senegal