ARTFEED — Contemporary Art Intelligence

Pino Boresta: il trauma degli Anni Novanta russo e la censura dell'arte, dal padiglione di Venezia a Oleg Kulik

opinion-review · 2026-09-30

In un articolo per Artribune, Pino Boresta sostiene che il sostegno russo all'autoritarismo è il risultato di un cortocircuito storico-culturale piuttosto che di predisposizioni antropologiche. Dopo il crollo dell'Unione Sovietica nel 1991 e le riforme di Gorbaciov, i russi hanno vissuto un periodo di "capitalismo selvaggio" sotto Eltsin, associando la "democrazia" a crisi economiche e criminalità. Dal 2000, l'attuale leader ha instaurato un accordo di stabilità in cambio di libertà politiche, smantellando l'eredità della Glasnost. Boresta menziona Boris Groys e l'Arte Relazionale come risposta all'estetizzazione del potere. Durante la Biennale di Venezia, Pussy Riot ha manifestato contro la presenza russa. Boresta conclude che la tragedia russa risiede nell'incapacità di separare democrazia e gli errori degli Anni Novanta.

Fatti principali

  • Il saggio di Pino Boresta è pubblicato su Artribune nella sezione arti visive
  • L'Unione Sovietica è crollata nel 1991 dopo le riforme della perestrojka e la politica di glasnost di Michail Gorbaciov
  • Negli Anni Novanta, sotto Boris Eltsin, la "democrazia" si è associata a iperinflazione, azzeramento dei risparmi, criminalità e speculazione
  • Dal 2000 l'attuale leader del Cremlino ha consolidato il consenso su stabilità e ordine in cambio della restrizione delle libertà politiche
  • Boris Groys è autore del saggio Lo stalinismo ovvero l'opera d'arte totale, citato nel testo
  • Oleg Kulik nel 2014 ha ridotto la scelta dell'artista al dilemma "mordere o leccare i piedi"
  • Pino Boresta ha incontrato personalmente Oleg Kulik nel 1998
  • Alla Biennale d'Arte di Venezia di quest'anno Pussy Riot ha protestato davanti al padiglione russo

Entità

Artisti

Istituzioni

  • Artribune
  • Pussy Riot
  • Femen
  • Cremlino
  • Biennale d'Arte di Venezia
  • Amazon

Luoghi

  • Russia
  • Unione Sovietica
  • Ucraina
  • Mosca
  • Venezia
  • Italia

Fonti