La performance come dispositivo: il corpo alla Biennale di Venezia 2026
L'arte performativa è protagonista alla Biennale di Venezia 2026, fungendo da medium cruciale per la creazione di esperienze. Vari padiglioni presentano pratiche corporee contemporanee contrastanti: al Padiglione Austriaco, 'Sancta' di Florentina Holzinger fa riferimento alla performance radicale e all'arte femminista degli anni '70; 'IT NEVER SSST' di Miet Warlop al Padiglione Belga incorpora il teatro post-drammatico; 'Grass Babies, Moon Babies' di Ei Arakawa-Nash al Padiglione Giapponese invita il pubblico a interagire con bambole; 'Liquid Tongues' di Bogna Burska e Daniel Kotowski al Padiglione Polacco utilizza tecniche teatrali dell'Europa orientale; 'The Narcosis of Narrative' di Dries Verhoeven al Padiglione Olandese costruisce un apparato percettivo; 'Elegy' di Gabrielle Goliath al Padiglione Sudafricano enfatizza il suono rituale; 'The Kiss' (2002) di Tino Sehgal elimina gli oggetti fisici. La Biennale esplora diverse forme di presenza.
Fatti principali
- La performance alla Biennale di Venezia 2026 è istituzionalizzata strutturalmente come forma primaria di produzione di esperienza.
- 'Sancta' di Florentina Holzinger al Padiglione Austriaco attinge alla performance radicale e alla body art femminista degli anni '70.
- 'IT NEVER SSST' di Miet Warlop al Padiglione Belga utilizza il teatro post-drammatico e la ripetizione di Trisha Brown e Yvonne Rainer.
- 'Grass Babies, Moon Babies' di Ei Arakawa-Nash al Padiglione Giapponese attiva una genealogia derivata dal Gutai, in cui gli spettatori si prendono cura di bambole morbide.
- 'Liquid Tongues' di Bogna Burska e Daniel Kotowski al Padiglione Polacco usa una grammatica corporea derivata da Grotowski.
- 'The Narcosis of Narrative' di Dries Verhoeven al Padiglione Olandese trasforma lo spazio in una macchina percettiva ispirata a Foucault.
- 'Elegy' di Gabrielle Goliath al Padiglione Sudafricano ritrae il corpo visibile in strati sonori rituali e post-minimalisti.
- 'The Kiss' (2002) di Tino Sehgal elimina tutti gli oggetti e la documentazione, radicalizzando Fluxus e la danza concettuale.
Entità
Artisti
- Florentina Holzinger
- Miet Warlop
- Ei Arakawa-Nash
- Bogna Burska
- Daniel Kotowski
- Dries Verhoeven
- Gabrielle Goliath
- Tino Sehgal
- Erika Fischer-Lichte
- Jacques Rancière
- Pina Bausch
- Antonin Artaud
- Trisha Brown
- Yvonne Rainer
- Jerzy Grotowski
- Michel Foucault
- Andrea Bruciati
Istituzioni
- Austrian Pavilion
- Belgian Pavilion
- Japanese Pavilion
- Polish Pavilion
- Dutch Pavilion
- South African Pavilion
- Artribune
Luoghi
- Venice
- Italy