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La performance come dispositivo: il corpo alla Biennale di Venezia 2026

exhibition · 2026-05-15

L'arte performativa è protagonista alla Biennale di Venezia 2026, fungendo da medium cruciale per la creazione di esperienze. Vari padiglioni presentano pratiche corporee contemporanee contrastanti: al Padiglione Austriaco, 'Sancta' di Florentina Holzinger fa riferimento alla performance radicale e all'arte femminista degli anni '70; 'IT NEVER SSST' di Miet Warlop al Padiglione Belga incorpora il teatro post-drammatico; 'Grass Babies, Moon Babies' di Ei Arakawa-Nash al Padiglione Giapponese invita il pubblico a interagire con bambole; 'Liquid Tongues' di Bogna Burska e Daniel Kotowski al Padiglione Polacco utilizza tecniche teatrali dell'Europa orientale; 'The Narcosis of Narrative' di Dries Verhoeven al Padiglione Olandese costruisce un apparato percettivo; 'Elegy' di Gabrielle Goliath al Padiglione Sudafricano enfatizza il suono rituale; 'The Kiss' (2002) di Tino Sehgal elimina gli oggetti fisici. La Biennale esplora diverse forme di presenza.

Fatti principali

  • La performance alla Biennale di Venezia 2026 è istituzionalizzata strutturalmente come forma primaria di produzione di esperienza.
  • 'Sancta' di Florentina Holzinger al Padiglione Austriaco attinge alla performance radicale e alla body art femminista degli anni '70.
  • 'IT NEVER SSST' di Miet Warlop al Padiglione Belga utilizza il teatro post-drammatico e la ripetizione di Trisha Brown e Yvonne Rainer.
  • 'Grass Babies, Moon Babies' di Ei Arakawa-Nash al Padiglione Giapponese attiva una genealogia derivata dal Gutai, in cui gli spettatori si prendono cura di bambole morbide.
  • 'Liquid Tongues' di Bogna Burska e Daniel Kotowski al Padiglione Polacco usa una grammatica corporea derivata da Grotowski.
  • 'The Narcosis of Narrative' di Dries Verhoeven al Padiglione Olandese trasforma lo spazio in una macchina percettiva ispirata a Foucault.
  • 'Elegy' di Gabrielle Goliath al Padiglione Sudafricano ritrae il corpo visibile in strati sonori rituali e post-minimalisti.
  • 'The Kiss' (2002) di Tino Sehgal elimina tutti gli oggetti e la documentazione, radicalizzando Fluxus e la danza concettuale.

Entità

Artisti

Istituzioni

Luoghi

  • Venice
  • Italy

Fonti