La retrospettiva del MoMA esplora l'evoluzione di Lygia Clark dall'astrazione geometrica alle proposizioni partecipative
Dal 10 maggio al 24 agosto 2014, il Museum of Modern Art di New York ha presentato "Lygia Clark: L'abbandono dell'arte, 1948-1988". La mostra ha evidenziato quasi 300 opere del percorso artistico di Clark, nata a Belo Horizonte nel 1920. Le sue prime creazioni includevano dipinti astratti geometrici influenzati da artisti come Malevich, Tatlin, Mondrian e Braque. Nel 1959, aderì al Manifesto Neoconcreto, enfatizzando l'interazione tattile. All'inizio degli anni '60 emersero le sue sculture interattive, note come "Bichos", seguite da installazioni partecipative come "Diálogo: óculos" (1968) e "A casa é o corpo" (1968). In particolare, le sue influenze architettoniche apparvero in "Composição no. 2" (1954). La mostra ha suscitato discussioni riguardo alle sue opere successive, poiché poche furono create dopo il 1976.
Fatti principali
- La mostra si è svolta dal 10 maggio al 24 agosto 2014 al MoMA di New York
- Ha presentato quasi 300 opere dal 1948 al 1988
- Lygia Clark è nata nel 1920 a Belo Horizonte, Brasile
- Clark ha firmato il Manifesto Neoconcreto nel 1959
- Ha creato le sculture interattive "Bichos" nei primi anni '60
- Ha sviluppato le "Proposizioni" partecipative dalla metà degli anni '60
- Si è formata sotto l'architetto paesaggista modernista Roberto Burle Marx
- La mostra includeva opere montate in Plexiglas per una doppia visione
Entità
Artisti
- Lygia Clark
- Roberto Burle Marx
- Malevich
- Tatlin
- Mondrian
- Braque
- Thomas Griesel
Istituzioni
- The Museum of Modern Art
- Jornal do Brasil
- artcritical.com
- Museum of Modern Art
- artcritical
Luoghi
- New York
- United States
- Belo Horizonte
- Brazil