Le prime opere di Michael Joo rivisitate a Space ZeroOne
La mostra di Michael Joo 'Sweat Models 1991–2026' presso Space ZeroOne a New York ripercorre le sue prime opere degli anni '90, che utilizzano superfici di alluminio lucido e disposizioni sistematiche per criticare l'indicizzazione del corpo umano. Emerso durante la crisi dell'AIDS e le Culture Wars, la pratica di Joo combina la sua formazione in biologia e scienza delle sementi con l'arte. La mostra include pezzi non esposti per anni e nuove opere, adottando forme come grafici a barre, diagrammi a torta e strumenti scientifici. Notevole è 'Yellow, Yellower, Yellowest' (1991), con tre becher di urina etichettati 'Genghis Khan', 'Benedict Arnold' e 'Michael Joo', che razzializza il termine 'giallo' e sfida i sistemi di classificazione. La mostra evidenzia l'approccio interdisciplinare di Joo e il contesto politico dei primi anni '90, facendo riferimento alla Biennale Whitney del 1993.
Fatti principali
- Mostra 'Michael Joo: Sweat Models 1991–2026' presso Space ZeroOne, New York.
- Presenta opere degli anni '90 con superfici di alluminio lucido.
- Le opere criticano l'indicizzazione del corpo umano.
- Joo ha una formazione in biologia e scienza delle sementi.
- Include pezzi non esposti per anni e nuove opere.
- 'Yellow, Yellower, Yellowest' (1991) utilizza urina etichettata con nomi.
- Le etichette includono 'Genghis Khan', 'Benedict Arnold' e 'Michael Joo'.
- La mostra fa riferimento alla Biennale Whitney del 1993 e alla crisi dell'AIDS.
Entità
Artisti
Istituzioni
- Space ZeroOne
- Whitney Biennial
Luoghi
- New York
- United States