La serie TADA di Mathijs Hunfeld satirizza il consumismo digitale
Mathijs Hunfeld, artista, critica lo spettacolo del consumismo digitale attraverso le sue opere 'TADA' e 'WORLDWIDE'. La serie 'TADA' utilizza il linguaggio drammatico delle grandi rivelazioni per analizzare i temi dell'autopromozione e del desiderio all'interno del capitalismo di consumo, riecheggiando 'La carriera di un libertino' di William Hogarth. Al contrario, 'WORLDWIDE' indaga gli accessori digitali come sculture, sottolineando l'ironia che gli strumenti progettati per connetterci spesso ci isolano. Entrambe le serie sono state presentate nella mostra // NOTHING UNWANTED presso ANNEX by The Koppel Project a South London nel 2026. Inoltre, il film di Hunfeld 'WE HAVEN'T LOCATED US YET', creato durante la sua residenza all'art'otel, immerge gli spettatori in una prospettiva in prima persona, navigando vari paesaggi e suggerendo che le notizie sono diventate parte del ciclo di consumo, con il testo 'WORLDWIDE' che ricorre. Il suo lavoro risuona con artisti come Jon Rafman, Hito Steyerl e Amalia Ulman.
Fatti principali
- Mathijs Hunfeld ha creato le serie 'TADA' e 'WORLDWIDE'.
- 'TADA' usa il termine associato a una grande rivelazione per criticare l'autopromozione e lo spettacolo.
- La serie è paragonata a 'La carriera di un libertino' di William Hogarth.
- 'WORLDWIDE' esamina gli accessori digitali attraverso la scultura.
- Le opere sono state esposte in // NOTHING UNWANTED presso ANNEX by The Koppel Project a South London nel 2026.
- Il film di Hunfeld 'WE HAVEN'T LOCATED US YET' è stato sviluppato durante una residenza all'art'otel.
- Il film presenta una navigazione in prima persona e il testo ricorrente 'WORLDWIDE'.
- Il lavoro di Hunfeld è collegato a Jon Rafman, Hito Steyerl e Amalia Ulman.
Entità
Artisti
- Mathijs Hunfeld
- William Hogarth
- Jon Rafman
- Hito Steyerl
- Amalia Ulman
Istituzioni
- ANNEX by The Koppel Project
- art'otel
Luoghi
- South London
- London
- United Kingdom