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Maria Cristina Carlini su materia, mito e la resistenza della scultura

exhibition · 2026-07-19

In un'intervista con exibart.com, la scultrice italiana Maria Cristina Carlini discute la sua pratica in vista della mostra 'Materie viventi' a Palazzo Reale di Milano, nell'ambito di SUART 2026, curata da Marco Eugenio Di Giandomenico. La mostra presenta le opere 'Bosco' e 'Filemone e Bauci' nel Cortile d'Onore e nel Giardino. Carlini, che lavora con materiali di recupero da prima che la sostenibilità diventasse una parola d'ordine nel mondo dell'arte, rifiuta l'etichetta di 'arte sostenibile' come riduttiva, pur riconoscendo la teorizzazione di Di Giandomenico. Sottolinea che la forma deve essere negoziata con la materia, non imposta, e che la scultura deve rinunciare al controllo. Carlini attinge a miti classici come Filemone e Bauci non come riferimenti iconografici ma come strutture antropologiche, lamentando che i giovani oggi sono lontani dal mito. Crede che l'arte sia senza tempo e che ogni materiale, anche scartato, possieda un'anima. Le sue sculture pubbliche, acquisite da istituzioni negli Stati Uniti e in Cina, non sono mai concepite come monumentali o celebrative; la monumentalità nasce dalla committenza pubblica. Carlini afferma che la fisicità della scultura rimane sovversiva nell'era digitale, poiché è sopravvissuta per millenni e non può essere soppressa dai media digitali.

Fatti principali

  • La mostra 'Materie viventi' di Maria Cristina Carlini si tiene a Palazzo Reale di Milano nell'ambito di SUART 2026.
  • La mostra è curata da Marco Eugenio Di Giandomenico.
  • Le opere includono 'Bosco' e 'Filemone e Bauci' collocate nel Cortile d'Onore e nel Giardino.
  • Carlini lavora con materiali di recupero da prima che la sostenibilità diventasse un discorso centrale nell'arte.
  • Rifiuta l'etichetta di 'arte sostenibile' come semplificazione, ma riconosce la teoria di Di Giandomenico.
  • Carlini afferma che la forma va scoperta nella materia, non imposta, e che la scultura deve rinunciare al controllo.
  • È un'avida lettrice di testi classici e usa i miti come strutture antropologiche.
  • Carlini crede che l'arte sia senza tempo e che i materiali abbiano un'anima condivisa con gli esseri viventi.
  • Le sue sculture pubbliche negli Stati Uniti e in Cina non sono state create come monumentali, ma lo sono diventate attraverso l'acquisizione pubblica.
  • Considera la fisicità della scultura sovversiva nell'era digitale e crede che sopravviverà ai media digitali.

Entità

Artisti

  • Maria Cristina Carlini

Istituzioni

Luoghi

  • Milan
  • Italy
  • United States
  • China

Fonti