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La prima mostra personale francese di Luca Ceccherini alla Galerie Dina Vierny

exhibition · 2026-06-08

Il pittore italiano Luca Ceccherini, originario di Arezzo, presenta la sua prima mostra personale francese, 'Grammelot', alla Galerie Dina Vierny di Parigi. La mostra rimane aperta fino al 1° agosto 2026. La galleria, intitolata alla sua fondatrice e mecenate Dina Vierny, fa da ponte tra l'eredità storica e la ricerca contemporanea. L'opera di Ceccherini, radicata in memorie e invenzioni stratificate, trae spunto dal suo background teatrale: i suoi personaggi sono rappresentati come su un palcoscenico, con titoli come 'Offerta libera', 'Gli imbroglioni', 'Baruffa', 'Pessimo attore', 'Cattivi consigli', 'Il carretto dell'indovina', 'Tentando di non bruciarsi', 'Il taglio della veste', 'Acrobata', 'I guardiani delle monetine' e 'Astanti' che suggeriscono narrazioni più ampie. 'Il taglio della veste' reinterpreta una Crocifissione di Giotto, secolarizzando il riferimento religioso in un'esperienza umana condivisa. 'Baruffa' fa riferimento a un disegno di Marino Marini, mentre 'I guardiani delle monetine' evoca i ritratti parietali romani delle domus pompeiane. Il titolo della mostra, 'Grammelot', si riferisce a un linguaggio teatrale di suoni e gesti senza codice scritto, storicamente usato per eludere la censura; Ceccherini applica questa logica alla pittura, dove le immagini innescano un riconoscimento immediato. Il testo critico è di Giorgia Aprosio, che ha anche collaborato all'allestimento della mostra.

Fatti principali

  • Luca Ceccherini è un pittore italiano originario di Arezzo.
  • La mostra 'Grammelot' è la sua prima personale francese.
  • Si tiene alla Galerie Dina Vierny di Parigi fino al 1° agosto 2026.
  • La galleria è intitolata alla fondatrice Dina Vierny.
  • L'opera di Ceccherini è costruita su memorie e invenzioni stratificate.
  • Ha un background teatrale che influenza la rappresentazione dei personaggi come su un palcoscenico.
  • Il dipinto 'Il taglio della veste' reinterpreta una Crocifissione di Giotto.
  • 'Baruffa' fa riferimento a un disegno di Marino Marini.
  • 'I guardiani delle monetine' evoca i ritratti parietali romani di Pompei.
  • Grammelot è un linguaggio teatrale di suoni e gesti senza codice scritto.
  • Il testo critico è di Giorgia Aprosio, che ha anche contribuito alla progettazione della mostra.

Entità

Artisti

Istituzioni

  • Galerie Dina Vierny
  • Juliet Art Magazine
  • Collezione da Tiffany

Luoghi

  • Arezzo
  • Paris
  • France
  • Pompeii
  • Italy
  • Casentino
  • 53 Rue de Seine, 75006 Paris
  • Turin
  • Saint-Germain-des-Prés
  • rue de Seine

Fonti