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L'ode scultorea di Leilah Babirye alla gioia queer a Boston

exhibition · 2026-09-03

Leilah Babirye, scultrice originaria dell'Uganda, si è trasferita negli Stati Uniti a causa delle minacce derivanti dal suo orientamento sessuale. Il suo lavoro è attualmente esposto in una mostra a Boston intitolata 'Chain Saws and Joy: A Sculptor’s Evolution', che enfatizza i temi dell'identità queer e dell'appartenenza attraverso l'uso di legno trovato e ceramica. Un articolo pubblicato sul New York Times il 3 settembre 2026 esplora il suo percorso artistico, concentrandosi su identità e resilienza. Lesbica fuggita dalle leggi oppressive dell'Uganda contro le persone L.G.B.T., le sculture di Babirye fondono elementi tradizionali ugandesi con l'arte moderna, riflettendo le sfide affrontate dai gruppi marginalizzati e trasmettendo messaggi sia personali che politici. Questa mostra rappresenta un punto di svolta nella sua carriera artistica.

Fatti principali

  • Leilah Babirye è emigrata dall'Uganda negli Stati Uniti a causa delle minacce contro le persone L.G.B.T.
  • La sua arte si concentra sulla vita queer e sull'appartenenza.
  • La mostra è intitolata 'Chain Saws and Joy: A Sculptor’s Evolution'.
  • La mostra si tiene a Boston.
  • L'articolo è stato pubblicato dal New York Times il 3 settembre 2026.
  • Babirye utilizza materiali come legno trovato e ceramica nelle sue sculture.
  • È fuggita dall'Uganda a causa delle leggi contro le persone L.G.B.T.
  • Il suo lavoro è stato esposto a livello internazionale.

Entità

Artisti

Istituzioni

  • The New York Times

Luoghi

  • Uganda
  • United States
  • Boston

Fonti