Lawrence Lessig celebra i 50 anni del Copyright Act del 1976 con un avvertimento su IA e "copyright zombie"
In occasione del cinquantesimo anniversario del Copyright Act del 1976, l'esperto legale Lawrence Lessig ha sottolineato che la legislazione oggi riguarda quasi tutti, inclusa l'IA. Originariamente concepita per entità commerciali, la legge stabiliva la protezione automatica del copyright al momento della fissazione. L'ascesa delle tecnologie digitali ha ampliato le implicazioni del copyright, per cui attività come l'invio di email o la pubblicazione online comportano riproduzioni. Lessig fa notare che il Congresso nel 1976 non prevedeva l'emergere di computer e piattaforme digitali. Assegnando gli aggiornamenti alla magistratura, la legge ha di fatto reso i giudici responsabili delle politiche attraverso la dottrina del fair use. Cita una decisione del 2000 riguardante l'accesso online ai CD come violazione volontaria. Lessig avverte che la responsabilità dell'IA potrebbe consolidare il potere tra i giganti della tecnologia e invita il Congresso a sviluppare un nuovo quadro di compensazione al di fuori del copyright. "Buon compleanno, Copyright Act del 1976."
Fatti principali
- Il Copyright Act del 1976 ha trasformato la legge statunitense da una protezione opt-in che richiedeva avviso e registrazione a un copyright automatico al momento della fissazione di un'opera
- Lessig sostiene che lo statuto del 1976 era rivolto alle entità commerciali ma ora raggiunge i consumatori comuni e i creatori non commerciali
- Il Copyright Act del 1976 ha delegato ai tribunali l'aggiornamento del copyright per le nuove tecnologie, invertendo la pratica precedente di attendere il Congresso
- Una sentenza del 2000 di un tribunale distrettuale federale su un servizio di accesso ai CD ha riscontrato una violazione volontaria ed esposto la società a centinaia di milioni di danni
- Il saggio di Jessica Litman del 1995 sul Cardozo Arts & Entertainment Law Journal rilevava che lo statuto sul copyright pesa 142 pagine
- Lessig afferma che la responsabilità per l'addestramento dell'IA permetterebbe solo a una manciata di giganti della tecnologia di sostenere i costi di addestramento
- OpenAI, Anthropic e Google rivendicano il diritto di addestrare su opere protette da copyright mentre limitano l'uso da parte degli utenti di e-book acquistati
- Lessig propone che il Congresso crei un sistema di compensazione non basato sul copyright per autori e artisti insieme a una libertà di addestramento
Entità
Artisti
- Lawrence Lessig
- Jessica Litman
- William Fisher
- Samuel Alito
- Charles Graeber
- Yogi Berra
Istituzioni
- OpenAI
- Anthropic
- The New York Times
- The Atlantic
- Electronic Frontier Foundation
- United States Congress
- Supreme Court of the United States
- Cardozo Arts & Entertainment Law Journal
- Information Infrastructure Task Force
Luoghi
- United States
- Washington, D.C.
- Silicon Valley
- Narnia