Il 'Regno delle Cose' di Kim Laybourn alla Billedkunstnerne i Oslo
La mostra di Kim Laybourn 'Il Regno delle Cose' (2026) alla Billedkunstnerne i Oslo presenta tre grandi rilievi in gesso acrilico, ciascuno composto da dodici pannelli con motivi organici ramificati e occhi simili a quelli umani. I rilievi, intitolati 'portal 1-3', sono incorniciati in legno chiaro e sostenuti da sacchi di sabbia, con condensa che suggerisce il movimento dell'acqua. La stanza interna mostra un video in cui Laybourn anima pietre scansionate, fossili e strumenti dell'età della pietra provenienti da vari musei, raffigurandoli mentre rotolano, rimbalzano e si scontrano. La mostra esplora l'agenzia non umana e sfida le visioni antropocentriche, facendo riferimento al libro di Josephine Berry 'Planetary Realism' (Sternberg Press, 2025). Il lavoro precedente di Laybourn 'The Animate Landscape' (2023) animava piante. I rilievi includono anche un mucchio di circa cento calchi in gesso di pietre, alcuni con parole come 'tanke', 'iturevet' e 'ubehag', che il critico trova ridondanti. La mostra solleva domande sulla possibilità di un'intimità ecologica e sui limiti della prospettiva umana.
Fatti principali
- Mostra 'Il Regno delle Cose' (2026) alla Billedkunstnerne i Oslo
- Tre rilievi in gesso acrilico, ciascuno con dodici pannelli, con motivi organici e occhi
- Rilievi intitolati 'portal 1-3', incorniciati in legno chiaro, sostenuti da sacchi di sabbia
- Video che mostra pietre, fossili e strumenti dell'età della pietra animati da musei
- Riferimento a 'Planetary Realism' di Josephine Berry (Sternberg Press, 2025)
- Il precedente lavoro video 'The Animate Landscape' (2023) animava piante
- Circa cento calchi in gesso di pietre, alcuni con parole come 'tanke', 'iturevet', 'ubehag'
- Il critico nota la sfida di sfuggire al punto di vista antropocentrico
Entità
Artisti
- Kim Laybourn
Istituzioni
- Billedkunstnerne i Oslo
- Sternberg Press
Luoghi
- Oslo
- Norway