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Hiroko Komatsu esplora nascita, violenza e coscienza robotica all'ICP

other · 2026-10-12

Il progetto di Hiroko Komatsu "Human, Animal, Robot" esamina l'etica della creazione della vita, sia biologica che artificiale. L'opera si interroga su quali basi gli esseri umani rivendichino il diritto di portare nuova vita nel mondo e chi abbia concesso questo privilegio. Komatsu fa riferimento alla posizione antinatalista secondo cui "il mondo sarebbe migliore se gli esseri umani non fossero mai nati", osservando che questa visione è intrinsecamente paradossale perché chi la sostiene deve essere già vivo e non può scegliere di non essere nato. La nascita è descritta come un atto unilaterale sul quale il neonato non ha alcun diritto, una forma di violenza esercitata da coloro che mettono al mondo la persona. Il progetto si chiede se esista una giustificazione per una "struttura che permette a un essere di nascere su questa terra". Estendendo questa logica, Komatsu si domanda se anche la creazione unilaterale di un robot senziente possa essere considerata violenza. L'opera cita l'argomentazione etica del filosofo David Benatar secondo cui la "percezione del dolore = male". Il testo è presentato sul sito web dell'International Center of Photography (ICP).

Fatti principali

  • Hiroko Komatsu è l'autrice del progetto "Human, Animal, Robot".
  • Il progetto mette in discussione la giustificazione di portare nuova vita nel mondo.
  • Fa riferimento alla visione antinatalista secondo cui il mondo sarebbe migliore se gli esseri umani non fossero mai nati.
  • Il testo sostiene che la nascita è un atto unilaterale e una forma di violenza.
  • Si chiede se anche la creazione unilaterale di un robot senziente sia violenza.
  • Viene citata l'argomentazione del filosofo David Benatar "percezione del dolore = male".
  • La fonte è pubblicata sul sito web dell'International Center of Photography (ICP).

Entità

Artisti

  • Hiroko Komatsu
  • David Benatar

Istituzioni

Fonti