Guy Debord: Un'arte della guerra alla BnF suscita polemiche sulla recuperazione istituzionale
Nel 2013, la Bibliothèque nationale de France (BnF) ha ospitato una mostra intitolata 'Guy Debord: Un'arte della guerra', che ha suscitato polemiche a causa dell'acquisto da 2,7 milioni di euro degli archivi di Debord dalla sua vedova, Alice Debord. I detrattori, tra cui Raphaëlle Rérolle e Antonio Casilli, hanno criticato la BnF per aver vietato la fotografia. La mostra ritraeva Debord come un tattico, ma rischiava di 'mummificare' le sue idee rivoluzionarie, privilegiandolo rispetto all'Internazionale Situazionista (IS) e minimizzando concetti essenziali come la deriva. Una prominente 'sala di lettura' presentava le schede di Debord, limitando l'interazione dei visitatori. I critici hanno affermato che la mostra rafforzava una divisione tra arte e politica, trascurando l'attivismo politico di Debord e le recenti ricerche sull'IS. Si concludeva con il gioco da tavolo 'Gioco della guerra' di Debord.
Fatti principali
- Mostra 'Guy Debord: Un'arte della guerra' tenutasi alla Bibliothèque nationale de France (BnF) nel 2013.
- La BnF ha acquisito gli archivi di Debord nel 2011 per 2,7 milioni di euro dalla vedova Alice Debord.
- I critici hanno accusato la BnF di recupero istituzionale di una figura anti-establishment.
- La mostra si concentrava su Debord come stratega, usando 'L'arte della guerra' di Sun Tzu come riferimento.
- I curatori Emmanuel Guy e Laurence Le Bras hanno riconosciuto il rischio di 'mummificazione' dell'opera di Debord.
- Le tecniche chiave dell'IS come la deriva e la psicogeografia sono state sottovalutate; solo un plastico della 'New Babylon' di Constant rappresentava l'urbanismo unitario.
- Le schede annotate di Debord erano esposte sotto vetro, costringendo a una visione passiva.
- Il film 'In girum imus nocte et consumimur igni' è stato proiettato fuori dall'area principale della mostra.
- La mostra si concludeva con il 'Gioco della guerra' (Kriegspiel) di Debord, un gioco da tavolo strategico.
- NOT BORED! e Olivier Beuvelet hanno criticato la mostra per aver ignorato l'impegno politico di Debord e la prassi integrata dell'IS.
- Le tattiche situazioniste sono state cooptate da Occupy Wall Street, Adbusters, il nightclub Haçienda e il pubblicitario Oliviero Toscani della Benetton.
- La mostra non ha coinvolto movimenti contemporanei legati all'IS come Tiqqun e Claire Fontaine.
Entità
Artisti
- Guy Debord
- Alice Debord
- Asger Jorn
- Constant Nieuwenhuys
- Michèle Bernstein
- Jacqueline de Jong
- Gérard Lebovici
- Philippe Sollers
- Michel Houellebecq
- Manuel Noriega
- Régis Debray
- Jean Baudrillard
- Julien Coupat
- Oliviero Toscani
- T.J. Clark
- Donald Nicholson-Smith
- Peter Wollen
- Mark Francis
- McKenzie Wark
- Steve Shaviro
- Raphaëlle Rérolle
- Antonio Casilli
- Emmanuel Guy
- Laurence Le Bras
- Olivier Beuvelet
- Clodagh Kinsella
- Laurent Wolf
- Len Bracken
- Jeff Kinkle
- Tom McDonough
- Peter Smith
- Ivan Chtcheglov
- René Viénet
- Ken Knabb
- Elisabeth Sussman
- Iwona Blazwick
- Gil J. Wolman
Istituzioni
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- Le Monde
- Situationist International (SI)
- Lettrist International
- Pompidou Centre
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- Adbusters
- Occupy Wall Street
- Haçienda nightclub
- Benetton
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- Claire Fontaine
- Invisible Committee
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- Atlas Press
- Bureau of Public Secrets
- Princeton Architectural Press
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- BnF François-Mitterrand
- Internationale Lettriste (IL)
- Internationale Situationniste (IS)
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Luoghi
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