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La Tempesta di Giorgione: un mistero di 500 anni al cuore della pittura veneta

other · 2026-10-18

Giorgio Barbarelli da Castelfranco, noto come Giorgione, dipinse La Tempesta intorno al 1508, e l'opera rimane una delle immagini più enigmatiche della storia dell'arte. La piccola tela, oggi alle Gallerie dell'Accademia di Venezia, raffigura un paesaggio illuminato da un fulmine con un giovane che tiene un bastone, una donna quasi nuda che allatta e un bambino. Dal XVI secolo, gli studiosi hanno proposto letture contrastanti: le figure come un soldato e una zingara, come allegorie della Fortezza e della Carità, come Adamo ed Eva, o come riferimenti alla politica regionale contemporanea. La radiografia a raggi X ha mostrato che l'uomo era originariamente una seconda figura femminile nuda, complicando qualsiasi interpretazione fissa. Giorgione, cofondatore della scuola veneta insieme a Tiziano, morì di peste nel 1510 poco più che trentenne, e molte opere del suo studio andarono perdute quando gli effetti personali delle vittime della peste furono bruciati. La Tempesta è anche tra i primi dipinti a essere chiamati paesaggio, contribuendo a elevare un genere allora considerato il più basso nell'arte rinascimentale. La sua pittura a olio stratificata e l'uso libero del colore crearono uno stile atmosferico che influenzò Tiziano e la pittura veneta per generazioni.

Fatti principali

  • La Tempesta di Giorgione risale al 1508 circa ed è conservata alle Gallerie dell'Accademia di Venezia.
  • Il dipinto mostra un uomo con un bastone, una donna quasi nuda che allatta e un bambino in un paesaggio tempestoso.
  • Giorgione, nato Giorgio Barbarelli da Castelfranco (1477/78–1510), morì di peste poco più che trentenne.
  • Molte opere di Giorgione andarono perdute quando gli oggetti appartenenti alle vittime della peste furono bruciati; alcune furono salvate da amici che ne rivendicarono la paternità.
  • I raggi X rivelano che la figura maschile fu dipinta sopra una precedente figura femminile nuda.
  • La Tempesta è una delle prime opere a essere chiamata paesaggio, un genere allora classificato come il più basso nella pittura.
  • Giorgione e Tiziano cofondarono lo stile cromatico della scuola veneta, utilizzando schizzi preparatori minimi e pittura a olio stratificata.
  • Le interpretazioni del dipinto spaziano da letture mitologiche e religiose a allegorie politiche e ambiguità intenzionale.

Entità

Artisti

Istituzioni

  • Gallerie dell'Accademia
  • Herzog Anton Ulrich Museum
  • Wikimedia Commons
  • DailyArt Magazine

Luoghi

  • Venice
  • Italy
  • Braunschweig
  • Germany
  • Castelfranco

Fonti