David Salle si chiede se siano possibili giudizi qualitativi imparziali
In una conversazione pubblicata da Artnet, l'artista David Salle solleva la questione se i giudizi qualitativi possano mai essere formulati senza pregiudizi, suggerendo che forse non possono esserlo. Egli osserva che alcune persone considerano l'atto stesso di formulare giudizi come una forma di oppressione culturale. Salle sostiene che le preferenze estetiche sono interamente culturali, portando l'esempio della preferenza per la musica consonante rispetto a quella dissonante, che egli definisce culturale e non intrinseca. La discussione, parte della serie di Artnet "Lunch with Adam", tocca la politica del giudizio museale e il condizionamento culturale del gusto. I commenti di Salle sfidano la nozione di valutazione estetica oggettiva, un tema rilevante per i dibattiti in corso su diversità, equità e inclusione nelle istituzioni culturali. La conversazione è stata pubblicata da Artnet.
Fatti principali
- David Salle è l'artista protagonista della discussione.
- La conversazione è stata pubblicata da Artnet.
- Salle si chiede se i giudizi qualitativi possano essere imparziali.
- Egli suggerisce che alcuni vedono la formulazione di giudizi come oppressione culturale.
- Salle sostiene che le preferenze estetiche sono culturali, non intrinseche.
- Cita come esempio la preferenza per la musica consonante rispetto a quella dissonante.
- La discussione fa parte della serie di Artnet "Lunch with Adam".
- Il tema è legato alla politica museale e al condizionamento culturale del gusto.
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- Artnet