Mostra sulla Cité de l'architecture sul patrimonio in zone di guerra criticata per visione poco chiara
La mostra 'Patrimoines en résistance' alla Cité de l'architecture et du patrimoine di Parigi, curata da Mathilde Leloup e Élisabeth Essaïan, tenta di fondere dati scientifici con emozione artistica ma non riesce a conciliare i due approcci. Copre conflitti degli ultimi 30 anni, tra cui Bamiyan, Sudan, Gaza, Iraq e Siria, utilizzando video di Iconem, ricostruzioni 3D e opere d'arte. La mostra amplia la definizione di patrimonio includendo 'pulizia culturale, urbicidio, ecocidio, saccheggio di risorse', ma i pannelli informativi densi potrebbero scoraggiare i visitatori. Una sezione sul diritto internazionale e la protezione dei beni culturali è considerata più convenzionale. Il presidente Julien Bargeton riconosce il rischio di affrontare argomenti politicamente sensibili ma insiste sul ruolo scientifico e culturale dell'istituzione. I curatori enfatizzano la 'riparazione' rispetto alla 'ricostruzione' e si concentrano su ONG e collettivi. La mostra è in programma dal giugno 2026.
Fatti principali
- Mostra 'Patrimoines en résistance' alla Cité de l'architecture et du patrimoine, Parigi.
- Curata da Mathilde Leloup e Élisabeth Essaïan.
- Copre conflitti a Bamiyan, Sudan, Gaza, Iraq, Siria in 30 anni.
- Utilizza video di Iconem, ricostruzioni 3D e opere d'arte contemporanea.
- Definisce il patrimonio in senso ampio includendo pulizia culturale, urbicidio, ecocidio, saccheggio di risorse.
- Sezione sul diritto internazionale e la protezione dei beni culturali è evidenziata.
- Il presidente Julien Bargeton sottolinea il ruolo scientifico e culturale dell'istituzione.
- I curatori preferiscono 'riparazione' a 'ricostruzione' e si concentrano sull'elemento umano.
Entità
Artisti
- Pascal Convert
- Emeric Lhuisset
Istituzioni
- Cité de l'architecture et du patrimoine
- Iconem
- UNESCO
- Aliph
- Le Journal des Arts
Luoghi
- Paris
- France
- Bamiyan
- Sudan
- Gaza
- Iraq
- Syria
- Ukraine
- Beyrouth
- Tombouctou