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La retrospettiva di Brice Marden al MoMA traccia l'evoluzione dai monocromi minimalisti alle astrazioni calligrafiche

exhibition · 2026-04-22

La retrospettiva di Brice Marden al Museum of Modern Art, curata da Gary Garrels, è in corso fino al 15 gennaio 2007 presso l'11 West 53 Street a New York. La mostra traccia il suo percorso artistico dalle tele monocromatiche e spoglie della metà degli anni Sessanta alle complesse opere lineari influenzate dalla calligrafia cinese. Dipinti iniziali come "Nebraska" (1966) e "The Dylan Painting" (1966/1986) rivelano superfici stratificate sotto piani apparentemente piatti. La tecnica di Marden prevedeva la miscelazione di cera d'api nella pittura per ottenere una finitura opaca e un'ossessiva rielaborazione delle superfici. Un cambiamento significativo avvenne alla fine degli anni Settanta, passando da composizioni planari a opere gestuali basate sulla linea, esemplificate dalla serie "Cold Mountain" (1989-91) ispirata al poeta della dinastia Tang Han Shan. La sua arte bilancia costantemente sensualità e sobrietà, attingendo a fonti diverse tra cui Cézanne, Jasper Johns, Goya e la civiltà greca. La mostra include sia dipinti che disegni, con questi ultimi che offrono un contrappunto più sperimentale ai raffinati dipinti. Le opere successive di Marden, come "6 Red Rock 1" (2000-2002), sintetizzano linea e piano con vivaci sequenze cromatiche.

Fatti principali

  • La mostra è in corso fino al 15 gennaio 2007
  • Curata da Gary Garrels
  • Si trova al Museum of Modern Art, 11 West 53 Street, New York
  • Presenta i primi monocromi della metà degli anni Sessanta
  • Include la serie "Cold Mountain" del 1989-91
  • Mostra il passaggio dalle composizioni planari a quelle lineari alla fine degli anni Settanta
  • I disegni sono esposti separatamente al terzo piano
  • L'artista usava cera d'api mescolata alla pittura per superfici opache

Entità

Artisti

Istituzioni

Luoghi

  • New York
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  • Hydra
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  • New York City

Fonti