La mostra Beyond the Streets a Parigi mette in discussione la legittimità della street art
La mostra 'Beyond the Streets' alla Grande Halle de la Villette di Parigi presenta opere di Shepard Fairey e Invader, curata dal collezionista Roger Gastman. Esplora il percorso della street art dal tagging illegale al riconoscimento istituzionale. Gli artisti Hugo e Mathieu del duo Tito/Mulk discutono del loro recente murale commissionato nel quartiere Sentier, notando il passaggio dalla paura di dipingere i muri agli inviti ufficiali. Mathieu fa risalire le origini della street art al tagging newyorkese degli anni '70, inizialmente un atto politico di marcatura dei nomi. Il duo utilizza messaggi impertinenti ispirati alla cultura pop, credendo che l'arte debba essere politica in quanto dichiarazione pubblica. La residente Monique, 78 anni, apprezza l'evoluzione dell'arte. Gastman sostiene che l'istituzionalizzazione non è un problema ma la realizzazione del sogno americano, poiché ex vandali diventano direttori artistici e imprenditori. Tito/Mulk lavorano con i marchi criticando al contempo gli effetti ammorbidenti della pubblicità sul cervello, con l'obiettivo di provocare riflessioni. La mostra si tiene a Parigi nel 2026.
Fatti principali
- Mostra 'Beyond the Streets' alla Grande Halle de la Villette, Parigi
- Curata dal collezionista Roger Gastman
- Presenta gli artisti Shepard Fairey e Invader
- Il duo Tito/Mulk (Hugo e Mathieu) ha creato un murale nel quartiere Sentier
- Murale commissionato da un'associazione artistica parigina
- La street art ha avuto origine nel tagging newyorkese degli anni '70
- Mathieu: la street art deve essere politica in quanto discorso pubblico
- La residente Monique, 78 anni, sostiene l'evoluzione della street art
Entità
Artisti
- Shepard Fairey
- Invader
- Hugo
- Mathieu
- Tito/Mulk
- Roger Gastman
Istituzioni
- Grande Halle de la Villette
- Spot 13
- RFI
Luoghi
- Paris
- France
- Sentier
- New York