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L'Epilogo della Berlin Biennale Esplora la Resistenza attraverso Prospettive Femministe e Queer

exhibition · 2026-04-20

L'undicesima Berlin Biennale, curata da Renata Cervetto, Agustin Pérez Rubio, Lisette Lagnado e María Berríos, si è conclusa con il tema 'La crepa comincia dentro' dopo un rinvio di tre mesi dovuto alla pandemia. Distribuita in quattro sedi—KW Institute for Contemporary Art, daadgalerie, Gropius Bau ed ExRotaprint—l'evento ha presentato capitoli tematici incentrati su storie trascurate. Prima del COVID-19, il programma dava priorità al coinvolgimento della comunità e all'ascolto. Tra le opere presentate: 'Marcha à ré' di Teatro da Vertigem, 65 figure antropomorfe di Mariela Scafati, e installazioni di Sandra Gamarra Heshiki e Andrés Pereira Paz. L'identità visiva in evoluzione, realizzata ad acquerello, è stata creata da Till Gathmann. La biennale ha esplorato il suo potenziale significato alla luce della pandemia, che ha messo in luce le disuguaglianze globali.

Fatti principali

  • L'epilogo dell'undicesima Berlin Biennale, 'La crepa comincia dentro', è stato inaugurato dopo un rinvio di tre mesi dovuto alla pandemia.
  • Le curatrici Renata Cervetto, Agustin Pérez Rubio, Lisette Lagnado e María Berríos hanno avviato un programma di 'apertura lenta' nel quartiere Wedding di Berlino a partire da settembre 2019.
  • Quattro spazi espositivi hanno presentato capitoli: The Antichurch (KW), Storefront for Dissident Bodies (daadgalerie), The Inverted Museum (Gropius Bau) e The Living Archive (ExRotaprint).
  • Teatro da Vertigem e Nuno Ramos hanno documentato con 'Marcha à ré' una processione automobilistica inversa sull'Avenida Paulista di San Paolo il 4 agosto 2020.
  • Mariela Scafati ha creato 65 figure a grandezza naturale sdraiate sul pavimento presso il KW Institute for Contemporary Art.
  • Le opere al KW includevano pezzi di Pedro Moraleida Bernardes, Florencia Rodriguez Giles, Young-jun Tak e Carlos Motta, incentrati su identità queer e fluide.
  • Sandra Gamarra Heshiki ha esposto dipinti della sua serie 'Cryptomnesia' al Gropius Bau, criticando le collezioni dei musei europei.
  • L'identità visiva della biennale è stata progettata da Till Gathmann utilizzando l'acquerello.

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  • Berlin
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Fonti