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Archivi e memoria materiale alla Biennale di Venezia 2026

exhibition · 2026-06-24

Alla Biennale di Venezia 2026, un tema ricorrente è il ritorno dell'archivio come strumento narrativo attivo, in contrasto con la dematerializzazione digitale. Il Padiglione Spagnolo presenta Oriol Vilanova (Spagna, 1980) con migliaia di cartoline raccolte in vent'anni, disposte come un atlante personale e collettivo senza gerarchia. Il Padiglione Serbo presenta Predrag Djaković (Derventa, 1964) che assembla fotografie, documenti e mappe per ricostruire le storie balcaniche del XX secolo, sottolineando l'archivio come forma di resistenza e campo di tensione. Nella mostra collaterale "In Minor Keys", Sofía Gallisá Muriente (Porto Rico) utilizza fragili pellicole Super 8 e 16mm per esplorare lacune e omissioni negli archivi audiovisivi portoricani, trasformando l'assenza in significato. Carrie Schneider (Chicago, 1979) impiega macchine fotografiche artigianali e stampa cromogenica per rallentare le immagini, trasferendo fotogrammi di film e contenuti di social media su carta fotografica, come in "First Living Woman" e "Deep Like". Il "Padiglione Gaza" a Palazzo Mora presenta il "Gaza Genocide Tapestry", parte del Palestine History Tapestry Project, dove donne palestinesi ricamano immagini iconiche della distruzione di Gaza, creando una memoria lenta, collettiva e materiale. In tutta la Biennale, gli artisti privilegiano la materialità e la presenza spaziale delle immagini rispetto alle nuove tecnologie, chiedendosi come le immagini sopravvivano in un'era di totale disponibilità digitale.

Fatti principali

  • La Biennale di Venezia 2026 presenta un focus ricorrente su archivi e memoria materiale.
  • L'installazione di Oriol Vilanova al Padiglione Spagnolo utilizza migliaia di cartoline raccolte in 20 anni.
  • Il Padiglione Serbo di Predrag Djaković assembla fotografie, documenti e mappe del XX secolo balcanico.
  • 'Observatorio de lagunas' di Sofía Gallisá Muriente usa pellicole Super 8 e 16mm per esplorare le lacune archivistiche nella storia portoricana.
  • 'First Living Woman' e 'Deep Like' di Carrie Schneider usano macchine fotografiche artigianali e stampa cromogenica per materializzare immagini digitali.
  • Il 'Padiglione Gaza' a Palazzo Mora presenta il 'Gaza Genocide Tapestry' ricamato da donne palestinesi.
  • L'arazzo fa parte del Palestine History Tapestry Project, creato da donne in Palestina occupata, Libano e Giordania.
  • Gli artisti alla Biennale enfatizzano materialità e presenza spaziale rispetto alla novità digitale.

Entità

Artisti

Istituzioni

  • Biennale di Venezia
  • Spanish Pavilion
  • Serbian Pavilion
  • Centro Culturale Europeo
  • Palazzo Mora
  • Palestine History Tapestry Project
  • Artribune

Luoghi

  • Venice
  • Italy
  • Spain
  • Serbia
  • Puerto Rico
  • Chicago
  • United States
  • Gaza
  • Palestine
  • Lebanon
  • Jordan

Fonti