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150 mollette in mostra alla Triennale di Milano

exhibition · 2026-05-05

Giulio Iacchetti, insieme a Paolo Garberoglio ed Elisa Testori, ha curato una mostra di 150 mollette alla Triennale di Milano. La molletta più antica esposta risale alla metà del XVIII secolo ed è attribuita agli Shakers, realizzata in legno e ferro. Gli esempi più recenti sono degli anni 2000. La mostra evidenzia come diverse culture utilizzino materiali locali: i brasiliani usano il bambù, mentre le mollette giapponesi hanno bracci lunghi per tenere i futon. Le varianti includono mollette doppie, con manico rotondo per impilarle su un dito, e design dalla Germania (Rainer Lehn per Koziol, 1996). Iacchetti nota che la diversità di soluzioni per lo stesso bisogno sfida la standardizzazione, riferendosi al detto di Enzo Mari secondo cui 'l'unica forma possibile è una'. La mostra esplora anche la risonanza culturale della molletta, dal suo ruolo di simbolo della casalinga negli spot televisivi italiani degli anni '80 al suo riutilizzo per sigillare sacchetti, fissare foto o attaccare biglietti d'auguri ai fiori.

Fatti principali

  • Mostra di 150 mollette alla Triennale di Milano
  • Curata da Giulio Iacchetti, Paolo Garberoglio ed Elisa Testori
  • La molletta più antica risale alla metà del XVIII secolo, attribuita agli Shakers
  • Le mollette più recenti sono degli anni 2000
  • I brasiliani usano il bambù; le mollette giapponesi hanno bracci lunghi per i futon
  • Include mollette doppie e design con manico rotondo per impilare
  • Molletta tedesca di Rainer Lehn per Koziol, 1996
  • Iacchetti fa riferimento alla dichiarazione di Enzo Mari sulla forma

Entità

Artisti

Istituzioni

  • Triennale Milano
  • Koziol
  • Artribune

Luoghi

  • Milan
  • Italy
  • Brazil
  • Japan
  • Germany

Fonti