I Limiti dell'Economia nel Comprendere la Vita di un Musicista
Michael Rushton riflette sulla sua breve esperienza in una scuola di musica e sulle ipotesi economiche che non riescono a cogliere la natura trasformativa di una carriera artistica. Sostiene che scegliere di diventare un artista serio cambia chi sei, non solo il tuo potenziale di guadagno, sfidando il modello delle preferenze stabili di economisti come Gary Becker e George Stigler. Rushton attinge alla sua esperienza personale—abbandonare il programma universitario di musica dopo quattro giorni—e cita il saggio di Emma Dollery sulle sovvenzioni artistiche per illustrare il profondo cambiamento personale coinvolto. Conclude che l'analisi economica ha un punto cieco quando si tratta di cambiamento delle preferenze, limitando la sua capacità di illuminare le scelte culturali.
Fatti principali
- Michael Rushton ha abbandonato la scuola di musica dopo quattro giorni.
- Ha studiato corno francese, chitarra, basso e voce al liceo.
- In seguito è diventato accademico e co-editore del Journal of Cultural Economics.
- Rushton fa riferimento al saggio del 1977 di George Stigler e Gary Becker 'De Gustibus Non Est Disputandum'.
- Cita il libro del 1964 di Gary Becker 'Human Capital'.
- Rushton cita il post di Emma Dollery 'How Arts Grants Ate the Arts Audience' da Discordia Review.
- Fa riferimento all'articolo di Shaun Hargreaves Heap sul cambiamento delle preferenze come punto cieco in economia.
- Il post è ripubblicato dal Substack di Rushton.
Entità
Artisti
- Michael Rushton
- Emma Dollery
Istituzioni
- Journal of Cultural Economics
- Discordia Review
- University of Chicago Press
- Oxford University Press
Luoghi
- Vancouver
- Canada