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Architettura survivalista e resilienza: lezioni dai bunker della Guerra Fredda al design prepper contemporaneo

publication · 2026-10-01

Un articolo di Eduardo Souza, pubblicato il 1° ottobre 2026 su ArchDaily, esamina l'influenza dell'architettura survivalista sulle strategie di resilienza. Cita la guida statunitense del 1959 "The Family Fallout Shelter", che istruiva le famiglie sulla costruzione di rifugi per proteggersi dalle ricadute radioattive. Dopo la Guerra Fredda, l'attenzione alla preparazione si è spostata per includere crisi economiche, disastri naturali e pandemie. Raphael Cozzi di Preppers Brasil sottolinea la necessità di acqua ed energia per le operazioni vitali. L'articolo distingue tra architettura off-grid e survivalista, quest'ultima preparata a cedimenti totali dei sistemi. Cozzi afferma che le case resilienti sono più funzionali dei bunker, affrontando anche l'equilibrio tra autonomia e isolamento nella preparazione, ed enfatizzando la crescente importanza della durabilità e dell'autosufficienza energetica.

Fatti principali

  • The Family Fallout Shelter era un manuale governativo statunitense di 32 pagine pubblicato nel 1959 durante la Guerra Fredda.
  • Il manuale insegnava alle famiglie a costruire rifugi antiatomici usando blocchi di cemento, muri riempiti di terra, strutture sotterranee e sistemi di ventilazione.
  • Il survivalismo contemporaneo risponde a crisi economiche ed energetiche, disastri naturali, pandemie, interruzioni della catena di approvvigionamento e paure speculative legate all'IA.
  • Raphael Cozzi ha fondato la comunità Preppers Brasil.
  • La geografa Kezia Barker studia come i prepper vengano ridicolizzati e patologizzati dai media.
  • Cozzi dà priorità all'acqua come principale necessità di sopravvivenza, seguita dall'energia per le funzioni essenziali.
  • Cozzi descrive la ridondanza come logica centrale, osservando che una singola fonte d'acqua rappresenta un singolo punto di guasto.
  • L'articolo distingue l'architettura off-grid dall'architettura survivalista, che prevede il completo fallimento delle reti.
  • L'articolo è stato pubblicato il 1° ottobre 2026, scritto da Eduardo Souza per ArchDaily.
  • L'articolo fa parte del tema di ArchDaily sull'escapismo nell'architettura e i mondi alternativi.

Entità

Artisti

  • Eduardo Souza
  • Raphael Cozzi
  • Kezia Barker
  • Adrià Goula
  • Patrick Bingham Hall
  • Dave Southwood
  • Tim Brotherton
  • Pieter Brink

Istituzioni

  • ArchDaily
  • Preppers Brasil
  • Oficina de Movilización Civil y de Defensa
  • Guz Architects
  • KLG Architects
  • IAAC
  • Podmakers
  • Office of Civil and Defense Mobilization

Luoghi

  • United States
  • Brazil
  • Marte

Fonti