Lo streaming musicale verso l'obsolescenza: l'industria si sposta verso le microcomunità
Il giornalista Joel Gouveia sostiene che lo streaming musicale è prossimo all'obsolescenza, basandosi su un episodio del podcast Founders su Jimmy Iovine. Iovine, co-fondatore di Interscope Records e Beats by Dre (venduta ad Apple per 3 miliardi di dollari), che in seguito ha contribuito a sviluppare Apple Music, ha dichiarato che i servizi di streaming sono "a pochi minuti dall'obsolescenza". L'analisi evidenzia come l'industria musicale abbia perso il controllo sulla distribuzione, ora dipendente da piattaforme tecnologiche come Spotify, Apple e Amazon che possiedono dati utente e algoritmi. A differenza dei servizi di streaming video (Netflix, HBO Max, Disney+) che competono con contenuti esclusivi, le piattaforme musicali offrono cataloghi identici di oltre 100 milioni di brani, riducendo la musica a una commodity. Il modello di royalty proporzionale concentra i ricavi sulle superstar, indebolendo il ceto medio. Iovine critica le piattaforme per non aver costruito comunità culturali, mediando invece le relazioni artista-fan. Gouveia prevede un passaggio dal pubblico di massa alle microcomunità basate su newsletter, spazi privati, merchandising, formati fisici ed esperienze dal vivo. L'articolo suggerisce che lo streaming non finirà immediatamente, ma si evolverà verso modelli che enfatizzano l'appartenenza e le relazioni durature rispetto agli ascolti infiniti.
Fatti principali
- Joel Gouveia ha pubblicato un articolo sull'esaurimento strutturale dello streaming musicale.
- L'articolo si basa su un episodio del podcast Founders su Jimmy Iovine.
- Jimmy Iovine ha co-fondato Interscope Records e Beats by Dre.
- Apple ha acquisito Beats by Dre per 3 miliardi di dollari.
- Iovine ha partecipato allo sviluppo di Apple Music.
- Iovine ha dichiarato che i servizi di streaming sono 'a pochi minuti dall'obsolescenza'.
- Le major discografiche ora dipendono da piattaforme tecnologiche esterne per la distribuzione.
- Spotify, Apple e Amazon controllano i dati di ascolto e gli algoritmi.
- Le piattaforme di streaming musicale offrono cataloghi identici di oltre 100 milioni di brani.
- I servizi di streaming video competono con contenuti esclusivi; lo streaming musicale no.
- Iovine paragona la musica a un servizio come l'acqua o l'elettricità.
- I servizi di streaming operano con margini di profitto limitati a causa dei pagamenti delle royalty.
- Apple, Amazon e Google usano la musica per supportare ecosistemi più ampi.
- Il modello di royalty proporzionale concentra il reddito sugli artisti di punta.
- Le piattaforme di streaming non riescono a costruire relazioni dirette tra artisti e fan.
- Gouveia prevede un passaggio dal pubblico di massa alle microcomunità.
- Le microcomunità si basano su newsletter, spazi privati, merchandising, formati fisici ed eventi dal vivo.
- L'articolo è stato pubblicato su Cultura Inquieta.
- Fotografia di Roberta Sant Anna.
Entità
Artisti
- Jimmy Iovine
- Joel Gouveia
- David Senra
Istituzioni
- Spotify
- Apple
- Amazon
- Netflix
- HBO Max
- Disney+
- Interscope Records
- Beats by Dre
- Apple Music
- Cultura Inquieta
- Founders (podcast)
- Sony
- Philips
- RCA
- Prime (Amazon)