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L'editoriale di moda di Scott Hardy reinterpreta la cura dell'auto come performance all'autolavaggio e alla stazione di servizio

publication · 2026-10-06

L'editoriale di moda di Scott Hardy, "Hands on a Hard Body: Natural Performance", reinterpreta il compito ordinario della manutenzione dell'auto come una messa in scena teatrale. Catturata presso un autolavaggio e una stazione di servizio—luoghi identificati da Marc Augé come "non-luoghi"—la serie mostra la modella Holly Rose impegnata in attività come aspirare un sedile con un abito trasparente, lavare una Volvo con la schiuma e fare rifornimento indossando tacchi con fantasia. Il titolo allude a un documentario del 1997 in cui i partecipanti tenevano le mani su un'auto per vincerla, ma Hardy reindirizza questa fisicità alla moda, trattando il veicolo sia come sfondo che come tela. La stylist Natasha Ovely contrasta intenzionalmente tessuti delicati con strumenti industriali e scarpe formali con superfici bagnate, evidenziando gesti che trasformano compiti banali in dichiarazioni stilistiche. Il lavoro risuona con l'attenzione di William Eggleston per le scene quotidiane lungo la strada, ma sottolinea la consapevolezza della performance. Anche quando è sola, la modella sembra bilanciare il movimento personale con l'esibizione pubblica. L'auto serve come elemento costante nella vita quotidiana, scelta, equipaggiata e utilizzata per funzioni sia private che visibili. Nel lavoro di Hardy, il punto chiave non è la performance in sé, ma la sua normalizzazione.

Fatti principali

  • Scott Hardy ha creato un editoriale di moda intitolato "Hands on a Hard Body: Natural Performance".
  • La serie è stata fotografata presso un autolavaggio e una stazione di servizio.
  • La modella Holly Rose è ritratta mentre aspira un sedile con un abito trasparente, sciacqua una Volvo sotto la schiuma e fa rifornimento con tacchi con fantasia.
  • Il titolo fa riferimento al documentario del 1997 "Hands on a Hard Body", in cui i partecipanti tenevano una mano su un veicolo per vincerlo.
  • La stylist Natasha Ovely contrasta materiali delicati con attrezzature industriali e calzature formali con terreno umido.
  • Il lavoro ricorda fotografi come William Eggleston che si concentravano su spazi quotidiani lungo la strada.
  • Le ambientazioni corrispondono al concetto di "non-luoghi" di Marc Augé, ambienti per il movimento piuttosto che per una presenza duratura.
  • L'editoriale presenta l'auto sia come ambientazione che come superficie, non semplicemente come possesso o macchina.

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Artisti

Istituzioni

  • C41 Magazine

Fonti