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Ronaldo Entler esamina l'etica della mostra di immagini storiche violente

opinion-review · 2026-07-16

In un articolo riflessivo per ZUM, il ricercatore Ronaldo Entler approfondisce le sfide etiche legate all'esposizione di rappresentazioni storiche violente di individui neri ridotti in schiavitù. Riflette sulle incisioni ottocentesche di Debret e Rugendas trovate in un caffè di San Paolo, stimolando una discussione sulla loro esposizione. Entler evidenzia la decisione di Ariella Aïsha Azoulay di omettere i dagherrotipi di persone schiavizzate dalla collezione di Harvard, contrapponendola al suo utilizzo di uno in 'Collaboration – A Potential History of Photography' (2023), ricontestualizzato dalla discendente Tamara Lanier. Recensisce anche la decisione della Corte Suprema del 2024 di trasferire i dagherrotipi di Renty Taylor e Delia all'International African American Museum, insieme alla mostra 'Debret em Questão – Olhares Contemporâneos' (2025-26) al Museu do Ipiranga e all'installazione 'Homens brancos' di Marcelo Masagão in Bahia.

Fatti principali

  • Ronaldo Entler è un ricercatore, critico fotografico, professore e coordinatore degli studi post-laurea presso la FAAP (SP).
  • Il saggio è stato pubblicato su ZUM, una rivista brasiliana di fotografia.
  • Debret e Rugendas erano artisti europei dell'Ottocento che raffiguravano persone nere schiavizzate in Brasile.
  • Ariella Aïsha Azoulay ha scelto di non esporre i dagherrotipi di individui schiavizzati dell'Università di Harvard in una conferenza del 2019 all'IMS.
  • Nel 2023, Azoulay ha co-curato 'Collaboration – A Potential History of Photography', che includeva un dagherrotipo di Renty Taylor posseduto dalla discendente Tamara Lanier.
  • Tamara Lanier ha citato in giudizio l'Università di Harvard per la restituzione dei dagherrotipi di Renty Taylor e Delia Taylor.
  • Nel 2024, un accordo della Corte Suprema ha trasferito i dagherrotipi all'International African American Museum di Charleston.
  • La mostra 'Debret em Questão – Olhares Contemporâneos' si è tenuta dal 2025 al 2026 al Museu do Ipiranga.
  • La mostra è stata curata da Gabriela Longman e Jacques Leenhardt.
  • Presentava 35 incisioni di Debret e opere di 19 artisti contemporanei e un collettivo.
  • Tra gli artisti: Marcel Gautherot, Anna Bella Geiger, Cássio Vasconcellos, Dalton Paula, Denilson Baniwa, Eustaquio Neves, Rosana Paulino, Tiago Sant'Ana, Val Souza, Isabel Löfgren e Patricia Gouvêa.
  • L'installazione 'Homens brancos' di Marcelo Masagão rimuoveva le figure bianche dagli acquerelli di Debret.
  • L'installazione è stata esposta in una piazza pubblica a Serra Grande, Bahia, ed è stata distrutta da un adolescente.
  • Masagão si è poi trasferito a Belmonte, Bahia, e collabora con artisti locali.
  • Il saggio discute il concetto di 'enquadramento' (inquadramento) come chiave per un'esposizione etica.
  • Azoulay ha anche curato 'Untaken Photographs' (2010) e scritto 'Unshowable Photographs' (2013).
  • Il saggio cita 'The Time of Slavery' (2018) di Saidiya Hartman.
  • Pierre Fatumbi Verger è citato come esempio di outsider che ha raggiunto l'appartenenza attraverso un profondo impegno con la cultura afro-brasiliana.
  • Il saggio menziona l'uso di disclaimer come soluzione etica.
  • Spike Lee e Quentin Tarantino sono discussi riguardo all'uso di insulti razziali nel cinema.

Entità

Artisti

Istituzioni

  • ZUM
  • FAAP (Fundação Armando Alvares Penteado)
  • Harvard University
  • International African American Museum
  • Museu do Ipiranga
  • Universidade de São Paulo (USP)
  • Coffee Lab
  • IMS (Instituto Moreira Salles)
  • Thames & Hudson
  • Supreme Court (Brazil)
  • Cruz Vermelha (Red Cross)
  • Universidade de Michigan (University of Michigan)
  • Variety

Luoghi

  • Vila Madalena
  • São Paulo
  • Brazil
  • Charleston
  • United States
  • Serra Grande
  • Bahia
  • Belmonte
  • Portugal
  • Senegal
  • Angola
  • Benin
  • Gana
  • Tanzânia
  • Lituânia
  • Polônia
  • Bulgária
  • Hungria
  • União Soviética
  • Nova York (New York)
  • Ground Zero
  • Auschwitz-Birkenau
  • DEOPS (São Paulo)
  • Memorial da Resistência (São Paulo)
  • France

Fonti