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Rober Ago critica la 16ª Quadriennale di Roma

opinion-review · 2026-05-05

Roberto Ago pubblica una recensione feroce della 16ª Quadriennale di Roma, tenutasi al Palazzo delle Esposizioni, criticando il team curatoriale di undici persone per aver scelto un tema che definisce maldestro e per aver sovraffollato la mostra con opere deboli. Sostiene che l'arte italiana contemporanea soffra di un masochismo autoinflitto e che i curatori, non solo gli artisti, dovrebbero essere ritenuti responsabili del declino. Ago elogia solo due progetti curatoriali: 'Ad occhi chiusi gli occhi sono straordinariamente aperti' (Sala 6) di Luca Lo Pinto e 'La seconda volta' (Sala 5) di Cristiana Perrella, descrivendoli come concettualmente risolti e visivamente soddisfacenti. Respinge altre sezioni, come 'Orestiade italiana' (Sala 2) di Simone Frangi, definendola pretenziosa, e critica la mancanza di selettività, con troppi artisti e opere stipati nello spazio. Segnala alcune opere di spicco, tra cui i ritratti digitali su iPad di Massimo Grimaldi e l'installazione di Danilo Correale, ma nel complesso trova la mostra epigonale, goffa e inconsapevole dei suoi difetti. Ago chiede un approccio più rigoroso per le future edizioni, suggerendo che la 17ª Quadriennale impari da questi errori o rischi di chiudere di nuovo.

Fatti principali

  • La 16ª Quadriennale di Roma si è svolta al Palazzo delle Esposizioni.
  • Mostra curata da un team di undici curatori.
  • Tema: 'Altri tempi, altri miti'.
  • La Quadriennale era stata assente per otto anni.
  • Roberto Ago critica il team curatoriale per la scarsa selezione e il sovraffollamento.
  • Solo due progetti curatoriali elogiati: Luca Lo Pinto e Cristiana Perrella.
  • Opere di spicco includono i ritratti su iPad di Massimo Grimaldi e l'installazione di Danilo Correale.
  • Ago chiede che i curatori siano ritenuti responsabili dello stato dell'arte italiana.

Entità

Artisti

Istituzioni

Luoghi

  • Rome
  • Italy
  • Prato

Fonti