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Il Diario del Confinamento di Richard Leydier: Il Nuovo Vocabolario del Distanziamento Sociale

opinion-review · 2026-04-23

Nel secondo episodio del suo diario del confinamento per Artpress, Richard Leydier riflette sui cambiamenti linguistici e percettivi indotti dalla pandemia di COVID-19. Critica l'emergere di termini come 'distanziamento sociale' e 'spiagge dinamiche', sostenendo che tali frasi rivelano una preoccupante svolta orwelliana nel discorso pubblico. Leydier traccia paralleli con la propaganda sovietica e nota come la paura abbia eroso i progressi sociali. Osserva che la pandemia ha alterato il modo in cui guardiamo l'arte, citando opere di Georges Seurat, Simone Martini, Pablo Picasso e Andreas Gursky come esempi in cui la prossimità ora sembra stridente. Il saggio tocca anche la distorsione temporale, con sua figlia che chiede se conoscesse Leonardo da Vinci, e prevede un futuro in cui l'arte servirà come fuga da un mondo più duro. Leydier fa riferimento all'affermazione di Michel Houellebecq secondo cui il mondo post-pandemia sarà 'lo stesso ma un po' peggio'.

Fatti principali

  • Richard Leydier è l'autore di questo saggio pubblicato su Artpress il 21 maggio 2020.
  • Il saggio è il secondo episodio di una serie intitolata 'Souvenirs du confinement'.
  • Leydier critica il termine 'distanziamento sociale' come una frase fredda in stile sovietico.
  • Menziona opere d'arte di Seurat, Martini, Picasso e Gursky come esempi di percezione alterata.
  • Il termine 'spiagge dinamiche' è criticato per aver trasformato le spiagge in spazi di transito.
  • Leydier fa riferimento al testo di Michel Houellebecq 'En un peu pire'.
  • Nota il fenomeno della distorsione temporale durante il confinamento.
  • Il saggio prevede che l'arte diventerà un mezzo di fuga mentale da un futuro più duro.

Entità

Artisti

Istituzioni

  • Artpress
  • Life magazine
  • France Inter
  • Louvre

Luoghi

  • Paris
  • France
  • New York
  • Berlin
  • Saint-Tropez
  • Landes
  • Times Square
  • Hôtel de Ville

Fonti