Risposta alla critica di Josh Kline sulla crisi immobiliare della scena artistica newyorkese
Il recente articolo di Josh Kline 'New York Real Estate and the Ruin of American Art' sostiene che il mercato immobiliare iniquo della città minaccia la produzione artistica significativa, in particolare per gli artisti nati dopo il 1975. Pubblicato online la scorsa settimana, il pezzo identifica una policrisi che colpisce le generazioni più giovani attraverso recessione, strascichi del COVID-19, inflazione immobiliare guidata da private equity, debito studentesco, salari in calo e concentrazione della ricchezza. L'autore controbatte che l'accusa generazionale semplifica eccessivamente le questioni strutturali, notando che artisti di tutte le fasce d'età affrontano pressioni simili da parte di proprietari rapaci e disuguaglianza economica. Storicamente, gli artisti hanno contribuito alla gentrificazione, con figure come Krzysztof Wodiczko e Rosalyn Deutsche che hanno documentato la complicità dell'arte nella speculazione immobiliare. Artiste nere, indigene, di colore e bianche hanno a lungo sofferto di accesso limitato a studi e opportunità espositive, ma l'urgenza emerge solo ora che anche artisti privilegiati sentono la morsa. Kline respinge soluzioni potenziali come la conversione di spazi per uffici, citando barriere fiscali e l'esempio di Christopher Wool, mentre critica la pittura e gli spazi gestiti da artisti come dipendenti dal mercato. La sua proposta di rimedio - abbandonare New York - viene rifiutata a favore di sforzi politici locali, incluso il nuovo sindaco e commissario alla cultura della città che si concentrano su studi accessibili, alloggi e arte consapevole delle classi sociali. La risposta enfatizza la solidarietà rispetto alla divisione generazionale per affrontare una crisi decennale.
Fatti principali
- L'articolo di Josh Kline 'New York Real Estate and the Ruin of American Art' è stato pubblicato online la scorsa settimana.
- Kline sostiene che il mercato immobiliare di New York City impatti negativamente sulla creazione, esposizione e vendita dell'arte.
- L'articolo si rivolge a una policrisi che colpisce gli artisti nati dopo il 1975, inclusi millennial e Generazione Z.
- Le questioni citate includono recessione, effetti dei lockdown COVID-19, private equity, debito studentesco e trasferimenti di ricchezza.
- L'autore critica l'attenzione generazionale di Kline, notando che la concentrazione della ricchezza colpisce tutte le età.
- Gli artisti sono storicamente stati coinvolti nella gentrificazione e speculazione immobiliare, secondo Krzysztof Wodiczko e Rosalyn Deutsche.
- Kline rifiuta soluzioni come conversioni ufficio-studio, pittura e spazi gestiti da artisti, suggerendo di lasciare New York.
- L'autore sostiene cambiamenti politici locali, citando il nuovo sindaco e commissario alla cultura di New York come segnali di speranza.
Entità
Artisti
- Josh Kline
- Faith Ringgold
- Krzysztof Wodiczko
- Rosalyn Deutsche
- Andrew Ohanesian
- Christopher Wool
Istituzioni
- Hyperallergic
- The New York Times
- MIT Press
Luoghi
- New York City
- United States