Il progetto 'Fie' di Ray Banhoff riemerge, accendendo il dibattito sul consenso in fotografia
L'account Instagram æsteticasovietica ha riacceso la polemica attorno al fotografo Ray Banhoff (Gianluca Gliori) e alla sua serie 'Fie' del 2015, composta da 3.000 scatti rubati di donne a Milano, alcuni intimi, realizzati senza il loro consenso. Banhoff ha descritto il progetto come un 'esperimento goliardico' condiviso via WhatsApp con amici, sostenendo di essere stato frainteso come sessista. I critici sostengono che l'opera violi la cultura del consenso, oggettifichi le donne e costituisca un'ammissione di colpa, poiché condividere immagini in chat private e pubblicarle in un libro d'artista solleva questioni legali ed etiche. L'articolo contrappone l'approccio di Banhoff a 'Following Piece' (1969) e 'Seedbed' (1972) di Vito Acconci, dove il disagio e la consapevolezza della trasgressione erano parte integrante dell'arte. L'autore conclude che l'arte non giustifica l'abuso e che la difesa di Banhoff del 'rispetto per le donne' è insufficiente senza riconoscere la gravità delle sue azioni.
Fatti principali
- Ray Banhoff (Gianluca Gliori) ha creato la serie 'Fie' nel 2015.
- La serie comprende 3.000 fotografie rubate di donne a Milano.
- Le immagini sono state condivise via WhatsApp e successivamente pubblicate in un libro d'artista.
- La controversia è stata riaccesa dall'account Instagram æsteticasovietica il 21 giugno 2026.
- Banhoff ha descritto il progetto come un 'esperimento goliardico' e ha affermato di rispettare le donne.
- I critici sottolineano la mancanza di consenso e l'oggettificazione delle donne.
- L'articolo confronta il lavoro di Banhoff con 'Following Piece' (1969) e 'Seedbed' (1972) di Vito Acconci.
- L'autore sostiene che l'arte non giustifica l'abuso e chiede responsabilità.
Entità
Artisti
- Ray Banhoff
- Gianluca Gliori
- Vito Acconci
Istituzioni
- Sonnabend Gallery
- Artribune
Luoghi
- Milan
- Italy
- New York
- United States