Prezzare l'Arte tra Diverse Tecniche: Sfatare il Mito della Gerarchia
Un articolo del blog RedDot consiglia agli artisti che lavorano con più tecniche di evitare di fissare i prezzi basandosi su una presunta gerarchia di mercato che favorisce i dipinti a olio rispetto alle opere su carta. L'autore sostiene che i collezionisti acquistano singoli pezzi, non medie, e che il prezzo dovrebbe riflettere il corpus di opere e la narrazione dell'artista. Vengono proposte tre strategie: la narrazione Studio vs. Campo (opere immediate come studi, opere più lente come pezzi principali), la narrazione della Scala (tecnica più veloce per opere più piccole) e la narrazione del Processo (prezzo uguale se lo sforzo creativo è uguale). Gli artisti sono invitati a non penalizzare la propria efficienza, poiché i collezionisti pagano per l'impatto estetico, non per il tempo di produzione. Il pezzo sottolinea l'importanza di costruire una struttura di prezzo interna razionale che possa essere spiegata con sicurezza ai collezionisti.
Fatti principali
- 1. L'artista lavora con dipinti a olio e studi a guazzo.
- 2. L'artista ha costruito due diversi modelli di prezzo per pollice quadrato.
- 3. I dipinti a olio richiedono settimane per asciugare e verniciare; il guazzo è immediato.
- 4. L'autore afferma che le statistiche non acquistano opere d'arte; lo fanno i singoli collezionisti.
- 5. Gli artisti di acquarello e guazzo possono richiedere decine di migliaia di dollari.
- 6. Dipinti a olio con molti strati possono non riuscire a vendere per poche centinaia di dollari.
- 7. Vengono proposte tre narrazioni di prezzo: Studio vs. Campo, Scala, Processo.
- 8. I collezionisti pagano per l'impatto estetico ed emotivo finale, non per un foglio presenze.
Entità
Istituzioni
- RedDot Blog