Perché è così difficile accettare un nuovo supporto?
La curatrice della mostra immersiva 'Il Brasile di Tarsila', al Nubank Arte Lab, difende il formato immersivo contro il pregiudizio del circuito accademico e curatoriale. Sostiene che il pregiudizio nasce quando il supporto viene giudicato prima del contenuto, e che le mostre immersive possono essere valide quanto quelle tradizionali, a seconda di ciò che si fa con esse. La mostra, curata da Juliana Miraldi e dall'autrice, ha richiesto un anno di ricerca per collegare ogni sala al contesto delle opere di Tarsila do Amaral. D'altra parte, il Palazzo Boa Vista, a Campos do Jordão, presenta 16 opere originali dell'artista, tra cui 'Operai'. La curatrice sottolinea che sono esperienze diverse e che l'assenza di originali non dovrebbe essere usata come argomento contro la mostra immersiva. Inoltre, paragona il percorso di Tarsila, che ha affrontato pregiudizi per essere donna e paulista, con l'attuale scetticismo verso il nuovo formato.
Fatti principali
- Mostra immersiva 'Il Brasile di Tarsila' in corso al Nubank Arte Lab.
- Curatela di Juliana Miraldi e dell'autrice del testo.
- Un anno di ricerca per la curatela della mostra.
- Il Palazzo Boa Vista, a Campos do Jordão, espone 16 opere originali di Tarsila do Amaral, tra cui 'Operai'.
- L'autrice sostiene che il pregiudizio contro il formato immersivo è ingiustificato.
- Afferma che il supporto non è il problema, ma ciò che si fa con esso.
- Tarsila do Amaral ha affrontato pregiudizi per essere donna e paulista.
- Il testo è stato pubblicato originariamente sul sito ArteRef.
Entità
Artisti
- Tarsila do Amaral
- Juliana Miraldi
Istituzioni
- Nubank Arte Lab
- Palácio Boa Vista
- ArteRef
Luoghi
- Campos do Jordão
- Brasil
Fonti
- Arteref —