Pino Boresta critica il sistema dell'arte italiano e invoca l'arte come disobbedienza
In un articolo di opinione su Artribune, l'artista Pino Boresta denuncia lo stato dell'arte contemporanea italiana, accusando il sistema dell'arte di essere dominato da rampolli facoltosi che immettono denaro ma emarginano gli artisti meritevoli. Boresta cita Goffredo Fofi, secondo cui l'arte è diventata una merce e ha perso il suo valore etico, e invoca una ridefinizione dell'arte per ogni epoca. L'articolo, pubblicato nel febbraio 2018, riflette sul dibattito avviato da Gian Maria Tosatti, Christian Caliandro, Raffaele Gavarro e Filippo Riniolo, che secondo Boresta non hanno affrontato il vero problema. Boresta conclude che l'unica salvezza per l'arte è la disobbedienza e la vocazione al martirio, citando Ingmar Bergman.
Fatti principali
- Pino Boresta critica il sistema dell'arte italiano per favorire i rampolli delle famiglie benestanti.
- Boresta cita Goffredo Fofi: 'L'arte oggi è una forma di comunicazione, e quindi è una merce'.
- Fofi sostiene che l'arte ha perso il valore etico e che ogni epoca deve ridefinire cosa è arte.
- L'articolo è pubblicato su Artribune nel febbraio 2018.
- Boresta menziona Gian Maria Tosatti, Christian Caliandro, Raffaele Gavarro e Filippo Riniolo come partecipanti al dibattito.
- Boresta afferma che l'arte italiana è emarginata nel contesto internazionale.
- L'artista invoca l'arte come disobbedienza e vocazione al martirio, citando Ingmar Bergman.
- Boresta è nato a Roma e vive a Segni (Roma).
Entità
Artisti
- Pino Boresta
- Goffredo Fofi
- Gian Maria Tosatti
- Christian Caliandro
- Raffaele Gavarro
- Filippo Riniolo
- Ingmar Bergman
Istituzioni
- Artribune
Luoghi
- Roma
- Segni
- Italia