Peter Welz: la curiosità come metodo di lavoro nella pratica dello studio di Wedding
Peter Welz percepisce la curiosità come uno stato continuo di "non sapere", innescato da esperienze quotidiane come una nota a piè di pagina in un libro o l'attesa in fila in aeroporto. Descrive questi momenti come "le piccole porte". Nel suo studio di Wedding, si dedica a video, scultura e installazioni su larga scala, affermando che le idee si sviluppano attraverso interazioni materiali e serendipità. Il suo lavoro esamina il nostro rapporto con le figure nello spazio, considerando l'incertezza un aspetto prezioso. Welz sostiene che la curiosità sconvolge i quadri consolidati, con ogni opera d'arte che riflette la dinamica tra figura e spazio. Ricorda le intuizioni di Alberto Giacometti sulla distanza, sottolineando l'importanza dello spazio tra i corpi. Per Welz, l'arte serve come mezzo per la trasformazione delle idee piuttosto che come mera rappresentazione.
Fatti principali
- Peter Welz descrive la curiosità come uno stato permanente di "non sapere" piuttosto che un breve impulso.
- Chiama i momenti inaspettati di intuizione "le piccole porte".
- Il suo grande studio si trova a Wedding.
- Lavora con video, scultura e installazioni su larga scala.
- Tratta lo studio fisico come un apparato di pensiero, non come un sito di produzione.
- La sua pratica si concentra su come ci relazioniamo e ci avviciniamo alla figura nello spazio.
- Spesso ricorda un aneddoto su Alberto Giacometti e la distanza tra le persone.
- Crede che l'opera d'arte sia il luogo in cui l'idea cambia, non un'illustrazione di un'idea.
Entità
Artisti
- Peter Welz
- Alberto Giacometti
- Marc Haeffner
Luoghi
- Wedding
- Berlin
- Germany