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Patrizia Asproni su #MeToo e parità di genere nell'arte italiana

opinion-review · 2026-05-05

Patrizia Asproni, Presidente del Museo Marino Marini di Firenze, discute l'impatto del movimento #MeToo sul mondo dell'arte e la disuguaglianza di genere in Italia. Loda il movimento come un positivo outing collettivo che ha smascherato figure potenti come Harvey Weinstein e ha coinvolto artisti come Chuck Close, la cui mostra alla National Gallery of Art è stata cancellata, e i fotografi Mario Testino e Terry Richardson. Asproni nota che il mondo dell'arte sta solo ora iniziando a riconoscere le artiste donne dopo anni di abbandono, citando Maria Lai come esempio. Chiede una rappresentanza femminile del 50% nel prossimo governo e parlamento italiano e propone un capitolo dedicato del MIBACT per le pari opportunità culturali e artistiche. Asproni crede che le generazioni più giovani siano più egualitarie grazie ai viaggi e alla ridotta pressione familiare. L'intervista fa parte della serie di Artribune sulle opinioni sul #MeToo di figure del mondo dell'arte.

Fatti principali

  • Patrizia Asproni è Presidente del Museo Marino Marini.
  • Considera #MeToo un positivo outing collettivo che ha posto fine ad anni di vergogna per le donne.
  • Chuck Close ha avuto la sua mostra cancellata alla National Gallery of Art a causa delle accuse.
  • Mario Testino e Terry Richardson sono anch'essi coinvolti nelle conseguenze di #MeToo.
  • Asproni cita il libro di Rosalind Miles 'Who Cooked the Last Supper?' sui contributi femminili trascurati.
  • Evidenzia Maria Lai come grande artista donna che utilizza mezzi femminili.
  • Asproni chiede una rappresentanza femminile del 50% nel governo e nel parlamento.
  • Propone un capitolo del MIBACT per le pari opportunità culturali e artistiche.

Entità

Artisti

Istituzioni

Luoghi

  • Italy
  • Florence
  • Naples
  • Bologna

Fonti