La muffa come documento vivente indesiderato dell'architettura
In un saggio su ArchDaily, Daniela Andino discute come la muffa, in quanto entità vivente, riveli i difetti nell'interazione dell'architettura contemporanea con i materiali organici. Innovazioni come pannelli di micelio e pareti viventi vengono lodate, ma la muffa è spesso liquidata come un fastidio. Andino sostiene che la muffa fornisca invece importanti intuizioni sulle condizioni di un edificio nel tempo, come umidità e variazioni di temperatura. Si rifà al concetto di 'nature sottovisualizzate' di David Gissen e mette in luce progetti di Le Corbusier, Adjaye Associates e O-office Architects, dove la crescita biologica riflette fattori ambientali. Il pezzo sostiene che mentre gli edifici sono solitamente mostrati in stati perfetti, la muffa sfida l'idea che le strutture siano completamente sigillate, offrendo una narrazione unica modellata dall'edificio stesso. Questo saggio fa parte della serie di ArchDaily sull'Architettura Transspecie.
Fatti principali
- Saggio di Daniela Andino pubblicato su ArchDaily il 16 giugno 2026.
- La muffa è biologica ma trattata come contaminazione, a differenza dei materiali viventi celebrati.
- David Gissen descrive fumo, scarichi, polvere, folle e fango come 'sottoteorizzati, sottodiscussi e sottovisualizzati' in architettura.
- Il Convento di La Tourette di Le Corbusier mostra macchie e umidità sul cemento.
- La Mole House di Adjaye Associates ha superfici esposte che assorbono l'uso e l'umidità.
- The Old Chapel di O-office Architects presenta crescita verde e scolorimento sul cemento.
- La muffa rivela le prestazioni dell'edificio nel tempo, a differenza di disegni e rendering.
- Parte del tema ArchDaily: Architettura Transspecie: La vita dei materiali, alleanze ecologiche e l'agenzia della natura.
Entità
Artisti
- Daniela Andino
- David Gissen
- Le Corbusier
- Adjaye Associates
- O-office Architects
Istituzioni
- ArchDaily
Luoghi
- Convent of La Tourette
- Mole House
- The Old Chapel